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Entangled, ogni cosa è collegata al Teatro India

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Tratto dal libro Ogni cosa è collegata (Ed. Mondadori) di e con Gabriella Greison Entangled, ogni cosa è collegata per la regia di  Emilio Russo, ci porta per mano in un viaggio alla scoperta dei segreti di uno dei fisici quantistici più importanti del XX Secolo.

Albert Einstein ha definito Wolfgang Pauli il suo unico e degno successore, creatore fra l’altro del Principio di Esclusione e vincitore del Premio Nobel in fisica.

Dalla sua vita e dalle sue intuizioni ci faremo travolgere, per capire chi siamo e da dove veniamo, ci identificheremo nelle sue insofferenze e nei suoi abissi, per trovare una nuova chiave di lettura per vivere seguendo il nostro naturale talento, per crescere ed innalzarci.

Capiremo le nozioni base della fisica quantistica, oggi più che mai nelle nostre mani di tutti giorni. Dalle riflessioni di Wolfgang Pauli sul senso della vita, sul senso dell’esistenza, troveremo un collegamento edificante, utile a tutti noi, tra la fisica quantistica e la sincronicità, tra la scienza, la mente e la filosofia, fino al raggiungimento di tutti quei legami entangled che sono il motivo ultimo delle nostre vite.

Dal dialogo tra i due grandi miti del XX Secolo, nasce questo viaggio in una delle anime più profonde della storia della scienza mondiale, che ha dato alla luce i principi fondanti della fisica quantistica.

Entangled è un viaggio poetico interiore alla ricerca dell’amore, amore in ogni forma, e da questo cammino verso la consapevolezza di chi siamo e cosa siamo, del perché siamo al mondo e viviamo, nasce questa storia, che Gabriella Greison interpreta sul palco con una grande voglia di identificazione, usando i principi cardine della fisica, raccontandoli in maniera semplice, e invogliando in tutti un desiderio innato di rinascita, che tutti noi abbiamo la necessità di vivere, oggi più che mai.

Assistente alla regia Lisa Nava
Video Martin Romeo

 

Usando l’opposizione tra il conscio e l’inconscio consento a un paziente di incontrare la sua ombra – il suo lato oscuro – e di separarla dalla sua anima, in pratica l’aspetto femminile della personalità maschile. Questo porta a una lotta tra opposti che consente al paziente di venire a patti con il fatto che lui stesso sia una combinazione di luce e buio, bene e male”.
Carl Gustav Jung

 

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