Accuse di appalto irregolare per la Diga di Genova, fermi i lavori: cosa succede?

venerdì, 29 Marzo 2024
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No, non c’è solo il Ponte sullo Stretto. In realtà, il progetto più costoso del Pnrr  italiano è un altro, e al momento si trova in fase di stallo.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha recentemente espresso riserve sulla procedura di affidamento dei lavori per la nuova Diga di Genova, identificando sette aree di preoccupazione che avevano già attirato l’attenzione dell’Anticorruzione nei confronti dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale. Secondo un articolo del Il Sole 24 Ore, la delibera Anac datata 20 marzo potrebbe essere stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Genova e alla Corte dei conti.

La delibera, che emerge dopo un prolungato scambio di comunicazioni tra l’Anac e l’Autorità portuale, mette in luce la competenza dell’Anac nell’esaminare il progetto, nonostante le obiezioni sollevate dall’Autorità portuale. Tra le questioni sollevate, spiccano la mancanza di una procedura di gara trasparente, l’inclusione della diga tra le opere finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che implica deroghe al codice dei contratti pubblici, e dubbi sulla sequenza degli eventi durante le procedure di affidamento.

Un punto particolarmente controverso riguarda l’ingegner Marco Rettighieri. Precedentemente a capo dell’attuazione del programma straordinario che includeva la diga, e ora presidente del Consiglio di Amministrazione di Webuild Italia spa, parte del consorzio vincitore dell’appalto. L’Autorità portuale ha respinto le accuse di conflitto di interessi, affermando che Rettighieri aveva cessato le sue funzioni ben prima dell’avvio della gara.

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha difeso la necessità di procedere con i lavori, sottolineando che se i funzionari pubblici hanno optato per soluzioni più rapide per superare gli ostacoli burocratici, meritano riconoscimento e gratitudine. “La Liguria che rappresento è quella che sostiene la diga, non chi presenta esposti contro di essa,” ha dichiarato Toti. Aggiungendo che la sua amministrazione combatterà contro l’ipocrisia che privilegia la forma sulla sostanza. Così facendo però, non si rischierebbe di trasformare un principio – seppur ragionevole – in un lascia passare per corruzione e favoreggiamenti?

Il Pnrr è, e resta, un’occasione per migliorare il Paese sotto vari punti di vista. Alla luce di tutte le contraddizioni del caso, però, il passo tra l’occasione e la trappola si fa sempre più corto. I tempi stringono è vero, ma se fosse proprio la un intervento sulla “forma” la chiave per garantire una migliore “sostanza”?

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