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Da Gaza al Mar Rosso. La guerra si sposta. Ecco perchè

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Esponenti della flotta del Pacifico della Marina militare russa hanno confermato in questi giorni di aver inviato molte delle proprie navi da guerra attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb. Fonti della Difesa russa hanno, altresì, riferito che l’incrociatore russo Varyag e la fregata Maresciallo Shaposhnikov sono impegnati nella missione di pattugliamento, ma non si sa se arriveranno altre navi di supporto. All’inizio di marzo le due navi militari russe avevano partecipato alle esercitazioni congiunte con Iran e Cina nell’Oceano Indiano, denominate “Sicurezza nelle attività economiche marittime”. Questa nuova attività di pattugliamento nel Mar Rosso da parte della Marina russa è preoccupante. Ciò in quanto nelle stesse acque Usa e Gran Bretagna svolgono da tempo attività di pattugliamento, alla guida di una coalizione di 22 paesi, fra cui l’Italia e l’operazione è denominata “Prosperity Guardian”. Questa coalizione a guida anglo-americana ha come obiettivo quello di contrastare gli attacchi degli Houthi, appartenenti al Movimento yemenita Ansarullah, contro le navi dirette in Israele e poi anche contro le navi anglo-americane. Gli Houthi compiono attacchi con missili e droni per sostenere i palestinesi, attualmente impegnati contro l’esercito israeliano.

Tornando alla Russia, è opportuno sottolineare che gli Houthi yemeniti hanno recentemente dichiarato che lasceranno passare senza attaccarle tutte le navi russe e cinesi, che dallo Stretto di Bab el-Mandeb entrano nel Mar Rosso per poi attraversare il Canale di Suez. Perciò la Russia non ha necessità di pattugliare il Mar Rosso, perché non deve difendersi dagli Houthi. Infatti Mosca non ha aderito alla coalizione anglo-americana “Prosperity Guardian”. E allora è d’obbligo il seguente interrogativo: cosa vanno a fare le navi militari russe nel Mar Rosso? La risposta non è per niente tranquillizzante. In tutti i punti più caldi dello scacchiere internazionale le forze militari del blocco Russia-Cina-Iran-Corea del Nord si stanno dispiegando contro le forze della Nato-Usa-Israele-Unione Europea. Questo succede in Europa orientale (Ucraina e Transnistria), in Medio Oriente (Israele, Hamas, Hezbollah e Iran), nella penisola coreana (Corea del Nord, Corea del Sud e Giappone) e nel Mar Cinese Meridionale (Cina, Usa e Taiwan). In effetti, uno degli ultimi tasselli mancanti allo schieramento di forze del blocco euro-asiatico era proprio il Mar Rosso. Su quest’ultima zona altamente strategica dal punto di vista geopolitico, la posizione di Russia e Cina è diametralmente opposta a quella anglo-americana. Infatti, qualche tempo fa, il vice ambasciatore russo all’Onu Dmitry Polyansky e l’inviato cinese all’Onu Geng Shuang hanno criticato gli Stati Uniti per aver bombardato illegalmente lo Yemen, senza però riuscire a fare pressioni su Israele, affinchè accettasse una soluzione diplomatica. Anche nel Mar Rosso lo scontro ha inizio.

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