Gaza, esercito Israele lascia ospedale al-Shifa. Arrestata sorella leader Hamas

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(Adnkronos) –
Le forze militari israeliane si sono ritirate dall’ospedale al-Shifa di Gaza. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto l’operazione contro la struttura sanitaria, la principale nella Striscia di Gaza, come un grande successo in cui, grazie a raid “precisi e chirurgici”, ha aggiunto, sono stati uccisi 200 “terroristi” e costretti alla resa in centinaia. Israele sostiene che dopo il primo intervento contro l’ospedale un mese dopo l’inizio della guerra, Hamas ha riposizionato nell’area postazioni di comando e basi per combattere. In particolare, sempre secondo fonti israeliane, postazioni di Hamas erano state organizzate nel Pronto soccorso e nel reparto di ostetricia. 

I residenti di Gaza denunciano la “distruzione totale” dell’ospedale al-Shifa. I soldati israeliani “hanno raso al suolo ogni segno di vita”, ha testimoniato uno di loro, citato dal Guardian. Diversi edifici sono stati incendiati. A terra ci sono ancora cadaveri, due dei quali proprio nel cortile dell’ospedale. Ma alcuni pazienti e medici e paramedici, così come sfollati, si trovano ancora nel complesso. 

Le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato la sorella del leader di Hamas Ismail Haniyeh a Tel Sheva con l’accusa di incitare e sostenere il terrorismo. Lo hanno riferito i media israeliani e la polizia israeliana, specificando che si tratta di Zebah Abdel Salem Haniyeh, 57 anni. L’operazione, denominata ‘Early Dawn’ è stata congiunta tra polizia e Shin Bet ed è culminata nell’arresto di Haniyeh in un raid mattutino effettuato dalla polizia, dalla polizia di frontiera, dall’Idf e dall’unità aerea della polizia israeliana. 

 

Le posizioni di Hamas sono ”ancora troppo distanti” dalla proposta formulata da Israele per arrivare a un accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi, così come la scarcerazione dei detenuti palestinesi. Lo ha detto un alto funzionario di Hamas citato da al-Jazeera mentre al Cairo sono ripresi i negoziati mediati dal Qatar e dall’Egitto. 

”Per ora non si parla di un nuovo round di negoziati”, ha detto l’esponente senior di Hamas, dicendo che i miliziani vogliono ”risposte sul ritiro” delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza e sulla ”fine dei combattimenti” nell’enclave. ”Vogliamo anche risposte sulla ricostruzione di Gaza”, ha aggiunto. 

 

“Elimineremo le brigate di Hamas a Rafah. Non c’è vittoria senza entrare a Rafah, e non c’è vittoria senza eliminare le brigate di Hamas”. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce ‘Channel 12’, è stato ieri il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu nel corso di una conferenza stampa a Gerusalemme.  

Alla domanda sul ritardo di un’operazione a Rafah, Netanyahu ha detto che l’imminente incursione non è stata ritardata a causa del Ramadan, della pressione degli Stati Uniti o “per qualsiasi altra esitazione”: “Ci vogliono alcuni preparativi”, spiega. “Non ci vorrà molto tempo. Niente ci fermerà, non la pressione degli Stati Uniti”. Netanyahu dice di aver detto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden che apprezza il sostegno, “ma non ho apprezzato la decisione al Consiglio di sicurezza” di astenersi sul voto sulla risoluzione all’Onu che chiedeva un cessate il fuoco. “Ho pensato che fosse una decisione deplorevole… Ecco perché ho pensato di dover inviare un messaggio chiaro su questo tema”. 

 

”Hamas sta collassando dall’interno”. E’ quanto avrebbero dichiarato durante gli interrogatori i miliziani del gruppo catturati dalle Forze di difesa israeliane (Idf), secondo quanto ha affermato il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. ”Nelle ultime due settimane, centinaia di terroristi sono stati catturati e quello che dicono è che Hamas sta crollando dall’interno. I prezzi che stanno pagando sono molto alti”, ha detto Gallant. L’arresto degli alti funzionari di Hamas sta portando l’Idf a ”eliminare tutti coloro che sono stati coinvolti negli eventi del 7 ottobre, i funzionari più giovani e quelli più anziani”. 

 

L’esercito israeliano ha annunciato la morte di un soldato a causa delle ferite riportate durante i combattimenti contro Hamas nell’area di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Si tratta del sergente di prima classe Sivan Weil, 20 anni, dell’unità Egoz della Brigata Commando, di Ra’anana. Con la sua morte sale a 255 il bilancio dei soldati uccisi dall’inizio dell’offensiva di terra contro Hamas. 

Venerdì scorso, ricorda ‘The Times of Israel’, un militante di Hamas ha sparato con un Rpg contro un edificio vicino all’ospedale Nasser, utilizzato dalle truppe Egoz come accampamento, causando la morte del sergente di prima classe Alon Kudriashov e il ferimento di altri 16 soldati. Weil era tra i sei soldati gravemente feriti nell’attacco. 

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