È guerra tra SpaceX e la Tim. Il colosso dell’internet via satellite di proprietà di Elon Musk ha deciso di presentare un reclamo al Ministero del Made in Italy e anche all’Agcom, accusando il principale operatore telefonico italiano di boicottare le attività di servizio internet veloce via satellite offerto dalla società americana rifiutandosi di confividere i dati del suo spettro, fondamentali per evitare interferenze di frequenza.
Dalla Tim fanno sapere che la ricostruzione dei fatti di Starlink è parziale e spiegano che le discussioni sono ancora in corso. Al ministero di Adolfo Urso invece si cerca di evitare polemiche: ci si è prima di tutto preoccupati di spiegare che si tratta di un normale confronto tra aziende; «sono società private – si legge in una nota – che devono affrontare una questione tecnica: di politico non c’è nulla». Una frase vera a metà, perché Elon Musk è da tempo vicino alla premier Meloni, che lo ha ricevuto lo scorso giugno a Palazzo Chigi. Il multi imprenditore americano sta dimostrando da tempo una certa attenzione nei confronti del nostro Paese: in passato si è espresso con parole preoccupate a proposito del crollo della natalità italiana ed a settembre è addirittura intervenuto durante l’ultima edizione di Atreju, la manifestazione organizzata ogni anno dai giovani di Fratelli d’Italia.
Musk è poi impegnato a conquistare con le sue Tesla il promettente mercato italiano dell’auto elettrica. Se finora, complice una rete di rifornimento insufficiente, scarsità di autonomia e prezzi alti delle vetture, gli automobilisti italiani hanno dimostrato di non amare le macchine con la spina, le cose potrebbero presto migliorare, proprio grazie agli incentivi voluti dal governo Meloni in arrivo nei prossimi giorni.
I generosi contributi previsti per le auto elettriche sono concessi a chi compra un’auto che costi al massimo 42.700 euro Iva inclusa. E indovinate qual è il prezzo della Tesla più venduta, il modello Y? 42.690 euro… Insomma, è chiaro che Musk è interessato alle possibilità offerte in Italia alle sue aziende, e non c’è dubbio che punta a conquistare con il suo Starlink il mercato dell’Internet domestico, grazie a una rete già molto veloce. Lo scorso 30 gennaio, proprio a Roma e alla presenza del ministro Urso, SpaceX ha svolto dei test di connessione riuscendo a toccare la velocità di 700 mega in download. Una prestazione che rischia di mettere in crisi chi offre abbonamenti con la fibra, come Tim appunto. Soprattutto se si pensa che gli abbonamenti vengono offerti a 29 euro, una cifra senza dubbio concorrenziale.
Lo scontro arriva in un momento molto delicato per il settore delle telecomunicazioni. Proprio in questi giorni il Ceo di Tim Pietro Labriola deve incontrare il governo italiano per parlare dello scorporo della rete e il rispetto delle regole prescritte dal golden power, ma a questo punto è possibile che all’ordine del giorno venga aggiunto anche il conflitto con Starlink.
Conflitto che potrebbe essere solo il primo di una lunga serie nella guerra per il dominio dei servizi internet che promette di rivoluzionare il mondo delle comunicazioni, lasciando al palo i player italiani. Perché Elon è uno che la concorrenza la ama solo se la può sconfiggere garantendosi l’ennesimo monopolio.



