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Vaccini, Ursula indagata. I media censurano, la rete no. Ecco perchè

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La Presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, è indagata dalla Procura Europea per illeciti penali, relativi alle trattative con il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, finalizzate all’acquisto dei vaccini contro il Covid 19. Vari i reati ipotizzati dalla Procura europea, dall’interferenza nelle pubbliche funzioni alla distruzione di Sms, dalla corruzione al conflitto di interessi.

L’indagine era stata aperta lo scorso anno dalle autorità belghe a seguito della denuncia presentata da Frederic Balzan, alla quale si sono aggiunte quelle dei governi ungherese e polacco. L’indagine penale è basata su un presunto scambio di Sms, poi distrutti, tra la Von der Leyen e Bourla, riguardanti un accordo per l’acquisto dei vaccini contro il Covid 19 da parte dell’Unione Europea, il cui valore stimato supera la cifra astronomica di 20 miliardi di Euro! La domanda che ci si pone è la seguente: perché è stata acquistata un’enorme quantità di vaccini, con almeno 4 miliardi di dosi sprecate? Le risposte sono solo due e una esclude l’altra, o si prevedeva di vaccinare una percentuale maggiore di cittadini europei, o si è voluto assicurare alle aziende farmaceutiche un lucro smisurato. Ma, su ciò indagherà la Procura europea. Restano però alcune scottanti considerazioni di tipo politico e mediatico. Questa notizia ai principali quotidiani del nostro paese proprio non interessa. Infatti, ne hanno parlato soltanto siti minori o testate specialistiche, come Milano Finanza. E dire che siamo in piena campagna elettorale, in quanto fra soli due mesi si vota proprio per le europee. E Ursula Von der Leyen si è ricandidata alla guida della Commissione Europea. Quindi non è vero che la notizia non sarebbe interessante per i cittadini italiani che si stanno orientando per esprimere il loro voto. No, non si tratta di questo. E’ una vera e propria censura mediatica, finalizzata a mettere il silenziatore su vicende imbarazzanti che riguardano i potenti. E non si parla soltanto di Ursula Von der Leyen, bensì soprattutto delle aziende farmaceutiche che ormai sono diventate più potenti degli stessi governi nazionali.

Con la dittatura telematica e sanitaria che incombe sempre di più, quella di vivere in un regime di tipo democratico è rimasta ormai una pia illusione, dal momento che le notizie scomode o pericolose per i poteri forti vengono semplicemente rimosse. Con l’unica eccezione del web, dove almeno fino ad ora anche quel genere di notizie possono circolare. Fino a che non scatterà la censura definitiva anche sul web.

 

 

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