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Salute

Fumo: Richter (Esc), ‘per chi non smette necessaria riduzione del danno’

sabato, 13 Aprile 2024
Adnkronosdi Adnkronos
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    (Adnkronos) –
    Ridurre i rischi per il fumatore adulto, anche ricorrendo a device alternativi alla sigaretta. Ne hanno discusso cardiologi e medici di medicina generale, attraverso tavole rotonde interattive alla XV edizione del Congresso ‘Nel Cuore di Santa’ a Santa Margherita Ligure (Genova), nell’ambito del panel ‘What really matters for adult smokers: an evidence-based opinion form cardiology experts’, moderato dal presidente del congresso, Roberto Pescatori, e con protagonisti due cardiologi di fama internazionale: Dimitri Richter, president of the Council of Cardiology practice at European Society of Cardiology (Esc), e Silvio Festinese, cardiologo dell’Asl Roma 1 e responsabile della cattedra di Farmacologia dell’Università UniCamillus di Roma. 

    “Il problema clinico è che tanti fumatori con un’età e un rischio particolarmente alti non vogliono o non riescono a smettere di fumare – afferma Richter – Se un medico, come è doveroso che sia, ha già provato a far smettere loro di fumare, ma non ha ottenuto alcun risultato, allora i prodotti a rischio ridotto rappresentato una buona soluzione. Dalle evidenze scientifiche che abbiamo ad oggi, device come ad esempio le e-cigarette provocano minore assunzione di sostanze nocive. Non è ancora dimostrato che ciò riduca effettivamente le malattie, però, se assumere cancerogeni è inevitabile, è preferibile assumerne il 95% in meno, come con i prodotti a rischio ridotto, invece di quel 100% della sigaretta”. 

    “Questo tipo di approccio, secondo me, è applicabile a tutti – prosegue Richter – Ovviamente esistono momenti in cui non bisogna dare al fumatore questa via d’uscita. Per esempio, se si ha un infarto, questo è il momento migliore per smettere di fumare. Se però da 6 a 12 mesi dopo si riprende a fumare, che è quel che accade a livello europeo al 50-60% dei fumatori, allora la cosa migliore che il medico possa dire al paziente è ‘se non ce la fai, fai un’altra cosa, non ricadere nello stesso errore’. Quello che è importante – aggiunge – specialmente per prodotti che non possono essere pubblicizzati, non possono presentare i loro dati scientifici, è andare oltre l’opinione personale di ogni medico, è poter avere l’opinione dello Stato, delle commissioni indipendenti le quali possono affermare se veramente tutti questi claim siano veri o no. Fda, per esempio, dà l’approvazione o no a questi prodotti”. A tale proposito, “la Grecia è stata la prima nazione in Europa in cui queste sostanze, ‘heat not burn’ (riscaldate non bruciate, ndr) hanno dimostrato il claim secondo cui producono meno sostanze nocive. Ritengo importante che ogni Paese abbia delle commissioni indipendenti che possano esprimere un parere, perché – conclude Richter – solo tramite un’informazione istituzionale ufficiale le persone possono informarsi veramente su quale sia la verità e quale no”. 

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