Roma consegna a Baglioni la ‘Lupa Capitolina’: “La dedico ai miei genitori”

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(Adnkronos) – Conferita oggi, 13 aprile, a Claudio Baglioni dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, la Lupa Capitolina, massima onorificenza assegnata ai personaggi particolarmente illustri e meritevoli della Capitale.  

Baglioni “è un artista unico, un poeta, un autore di musiche bellissime e anche un innovatore nella sua esperienza musicale, che ha saputo fondere i generi e avere un’impronta unica e riconoscibile nei testi e nelle armonie, che rendono tante sue canzoni capolavori che resteranno per sempre nel cuore degli italiani”, ha detto Gualtieri consegnandogli l’onorificenza in Campidoglio.  

Baglioni, ha aggiunto il sindaco di Roma “è un grande artista, è romano e ha saputo raccontare Roma in modo davvero unico”, ha “saputo trasformare in poesia i temi da cui ha tratto ispirazione”. Gualtieri ha poi ricordato l’impegno sociale del cantautore romano: “Baglioni è anche una persona che si è impegnata sul versante dei diritti, del dare qualcosa – ha sottolineato – Anche per questa sua attività vogliamo esprimergli il nostro affetto, riconoscenza e gratitudine”.  

A gennaio, il riconoscimento era stato assegnato all’attrice Paola Cortellesi, reduce dall’enorme successo di critica e pubblico del suo primo film da regista, ‘C’è ancora domani’. Prima di lei, tante le star omaggiate dall’onorificenza, da Vasco Rossi ai Maneskin. 

“Sono grato a Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, e a tutti coloro che mi conferiscono oggi questo premio. Vorrei dire che, forse per la prima volta, penso di dedicare questo riconoscimento a due persone, Silvia e Riccardo, che sono mio padre e mia madre”, ha scandito Baglioni nel ricevere la Lupa. “Non essendo romani, appena finita la guerra pensarono di trovare la terra promessa arrivando da un paese umbro nella Capitale”, ha aggiunto l’artista spiegando che quella dei genitori “fu una decisione presa per andare via da una campagna avara e venire nella grande città che era un po’ l’emblema del futuro”, per sfuggire “ad una catastrofe che era la guerra”.  

Guerra “di cui stranamente ci troviamo dopo alcuni anni a riparlare”, sottolinea Baglioni. 136 chilometri, quelli percorsi dai genitori del cantante, “che hanno fatto volando, sulle ali della speranza con la certezza che il loro futuro sarebbe stato qualcosa di migliore. Grazie a questi due ragazzi che son venuti giù a Roma volando e mi hanno fatto nascere qui”.  

A Centocelle, Baglioni si iscrive giovanissimo al concorso voci nuove, sessant’anni fa esatti, per poi esplodere in una carriera stellare. “Questo premio mi conferma che non tutto quello che ho fatto è stato invano, qualcosa rimane”, dice tra gli applausi il cantautore. Che sorride: “Roma in assoluto è la città in cui mi sono esibito di più”. 

Un concerto a Centocelle? “Potrebbe essere che ci sia un blitz di questo tipo”, dice Baglioni rispondendo così circa l’invito del presidente del primo municipio. “È un invito molto gentile”, aggiunge Baglioni, che ammette: “Ho molto pudore a tornare nei posti in cui sono nato e cresciuto. Per me c’è un senso di appartenenza non solo storico ma sentimentale”. 

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