Droni iraniani. Altro che intercettati. Ecco cosa è successo

domenica, 14 Aprile 2024
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Dopo l’attacco missilistico di Israele a Damasco del 1° aprile scorso, che ha letteralmente raso al suolo l’ambasciata iraniana presso la Repubblica Araba di Siria, è partito il toto rappresaglia iraniana – ci sarà, non ci sarà? L’attacco israeliano è stato di una gravità inaudita, non solo perché è rimasto ucciso un alto ufficiale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica Irgc, Reza Zahedi e altri tredici miliziani. Ma, soprattutto perché è stata distrutta un’ambasciata. Le ambasciate, infatti, hanno sempre goduto di immunità diplomatica e questa prima volta di Israele apre le porte dell’inferno sulla terra. Le ambasciate da ora in poi non saranno più considerate luoghi sicuri. Anche perché molti paesi dispongono ormai della tecnologia missilistica e possono compiere attacchi similari a quello perpetrato da Israele.

Comunque la rappresaglia iraniana è arrivata per davvero. Nella notte fra sabato 13 e domenica 14 aprile è scattata l’operazione che gli iraniani hanno denominato “promessa onesta” (di punizione). Così l’Iran ha lanciato decine di missili e droni su obiettivi israeliani.

Circa l’esito di questo attacco, Israele ha negato perdite, ma è normale, lo ha sempre fatto. Ciò che appare davvero scandaloso è la disinformazione messa in atto dai media mainstream nostrani, che hanno proclamato in coro: “il 99% dei missili e droni iraniani è stato intercettato”. Questa notizia molto semplicemente è falsa. Gli obiettivi dell’attacco iraniano erano principalmente due:

1) la base aerea di Ramon, che si trova nella parte meridionale di Israele e da cui era partito l’attacco contro l’ambasciata iraniana di Damasco. In questa base aerea israeliana i missili iraniani, che erano a testate multiple, hanno distrutto un posto di comando, una sala di controllo, un radar, un lanciatore di difesa aerea, almeno 4 caccia F16 e 9 elicotteri Apache.

2) L’altro obiettivo era la base aerea di Hatzerim, situata nel deserto del Negev. In questa seconda base i missili iraniani hanno colpito e distrutto munizioni, aerei caccia americani F35 e altri beni per un valore di miliardi.

Danni ingenti. Complessivamente un portavoce dell’Irgc, che si è assunto la responsablità dell’attacco, ha precisato che almeno la metà dei missili iraniani ha raggiunto l’obiettivo. Sembra che la rappresaglia iraniana “promessa onesta” sia finita qui.

A questo punto che succederà? Ci sarà un ulteriore attacco israeliano e una vera e propria escalation? Con conseguente pericolo di scatenamento di una guerra regionale, se non addirittura mondiale?

E’ altamente probabile. L’attacco israeliano all’ambasciata iraniana in Siria era finalizzato a provocare una reazione di Teheran, così da consentire ad Israele di contrattaccare.

 

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