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Salvato da una Tesla: la guida automatica può davvero funzionare?

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Max Paul Franklin, noto produttore televisivo americano, è stato salvato dalla sua Tesla. La storia di Franklin ha fatto il giro del mondo, regalando una nuova dose di speranza verso il tanto dibattuto mondo delle auto elettriche, in un momento tutt’altro che positivo per il business.

Le aziende maggiori iniziano a tagliare fondi, la ricerca sembrerebbe prossima a mollare la presa, le auto elettriche si stanno rivelando poco pratiche e anche poco sicure. In mezzo alla tempesta però, arriva la bella notizia. Ecco come è andata.

Nella tranquillità della sua abitazione in Virginia, Franklin avverte i sintomi preoccupanti di un attacco cardiaco. Solo e incapace di chiamare aiuto, ha trovato rifugio nella sua Tesla Model Y, che grazie all’ultima versione del software Full Self-Driving (FSD), ha davvero preso in mano la situazione.

Con un principio di infarto in corso, e un pericoloso calo del livello di glucosio nel sangue apparentemente dovuto a un guasto della pompa dell’insulina, Franklin è riuscito a mantenere la lucidità. Da quel momento in poi, ci ha pensato l’auto. Impostato vocalmente l’Autopilot della sua Tesla con destinazione il pronto soccorso più vicino, la Model Y ha percorso le 13 miglia, circa 20 km, che separavano la casa di Franklin dall’ospedale.

Il racconto di Franklin, condiviso sui social media e immediatamente ritwittato da un Elon Musk visibilmente soddisfatto, evidenzia come l’innovazione tecnologica  possa davvero trasformarsi in un prezioso alleato nei momenti di necessità. Nonostante il suo garage ospiti una collezione di veicoli di lusso, infatti, Franklin ha ovviamente riservato parole di elogio per Musk e la sua dedizione per l’eccellenza. Eppure, fino ad una settimana fa, le impressioni generali erano ben diverse. 

In un post dal titolo “La mia pazza storia vera”, Franklin ha descritto la sua esperienza, sottolineando come, in un momento di disperato bisogno, la sua Tesla sia stata più di un semplice mezzo di trasporto: è stata una vera e propria salvatrice, un’auto che gli ha permesso di ricevere le cure necessarie in tempo e sopravvivere.

Insomma, si possono criticare Tesla ed il concetto di Autopilot sotto ogni punto di vista e i dati, peraltro, non smentirebbero di certo le accuse. Questa volta però la storia è diversa, tutto ha funzionato alla perfezione. Giusto per ricordarci che, nonostante la fiducia sia a livelli minimi, il modello Musk può funzionare.

 

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