Da Ndicka a Mattia Giani: i no vax si infuriano

2 minuti di lettura

Durante la giornata di ieri 15 Aprile è morto all’ospedale di Careggi (Firenze) il giocatore del Castelfiorentino Mattia Giani, 26 anni, che domenica aveva accusato un malore sul campo dello stadio comunale di Campi Bisenzio (Firenze) durante la gara del campionato di Eccellenza contro il Lanciotto Campi.

Lo scrive il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, in un post su Facebook. Le sue condizioni erano apparse subito disperate. Il Castefiorentino: “Sentiamo un vuoto immenso”. Giani è stato colpito da arresto cardiaco e si è accasciato a terra perdendo i sensi. Il primo a intervenire è stato uno dei membri dello staff del Castelfiorentino, che ha praticato il massaggio cardiaco.

L’attaccante originario di Ponte a Egola  è stato poi soccorso da sanitari del 118 giunti sul posto e portato al policlinico fiorentino in codice rosso. Il malore è avvenuto a circa 15 minuti dall’inizio della partita, che è stata sospesa.

Delle dinamiche simili, ma fortunatamente con un epilogo diverso si sono verificate per Ndicka, difensore della Roma. Il calciatore è stato ricoverato all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dopo il malore in campo. Il club ha emesso un comunicato con l’esito degli esami: Trauma toracico con minimo pneumotace sinistro.

Il giocatore è stato dimesso verso l’ora di pranzo, da poco la Roma ha fatto un comunicato: ”In seguito a un dolore acuto precordiale e alterazioni specifiche all’elettrocardiogramma effettuato in sala di prima urgenza allo stadio Evan Ndicka è stato ricoverato presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

Sono stati effettuati controlli cardiologici di primo e secondo livello risultati negativi per patologia cardiaca. Alla luce degli ultimi esami effettuati in mattinata il quadro clinico è compatibile per trauma toracico con minimo pneumotorace sinistro.

Il calciatore effettuerà ulteriori controlli a Roma. La AS Roma vuole ringraziare per la grande professionalità e disponibilità l’Udinese Calcio, l’arbitro il sig. Pairetto, il pubblico presente allo stadio e il personale medico e sanitario dell’ospedale. Tutti insieme, in quei minuti concitati e di apprensione, abbiamo dimostrato i valori dello sport e messo al primo posto la salvaguardia della vita”.

Ai più attenti non sono sfuggite alcune similitudini tra le due vicende. In particolare modo i No vax, senza troppi giri di parole, hanno identificato  il malore del giocatore della Roma come una possibile conseguenza del vaccino contro il COVID 19.

Tali dichiarazioni hanno inevitabilmente causato la reazione degli esperti: Anche ieri e oggi i soliti chiacchieroni senza alcuna competenza scientifica e -soprattutto senza conoscere i referti medici- si sono interessati al caso del giocatore della Roma, Ndicka, per addurre i soliti sospetti sui vaccini. Questi continui attacchi ai vaccini fanno molto male prima di tutto al popolo e alla salute pubblica”.

Lo scrive su Facebook il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, sul malore che ha colto ieri il calciatore della Roma e che ha portato a sospendere il match di Serie A dei giallorossi a Udine. “Ricordo a chi lo volesse dimenticare che nel calcio italiano sono sempre successi eventi simili, da Manfredonia a Morosini per passare da Curi e Astori, solo per citarne alcuni“, aggiunge l’infettivologo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Vannacci al ‘Festival del sud’, sui social scatta la protesta

Articolo successivo

Iss, 8 mln bevitori a rischio, tra anziani picco disturbi non intercettati

0  0,00