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L’Iran ha fregato Israele. Ora conosce la sua difesa

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Coloro che pensano che Israele abbia vinto, abbattendo il 99% dei droni e missili lanciati dall’Iran, sono totalmente fuori strada. In una sola notte, quella tra sabato 13 e domenica 14 aprile, l’Iran ha rovesciato forse per sempre la deterrenza di Israele, risultando il vincitore assoluto della partita. L’intero Medio Oriente, nei suoi equilibri e rapporti di forze, sarà ridisegnato nel prossimo futuro.

Per capire questo assunto, però, è necessaria un’analisi geopolitica e militare più approfondita. Ecco i punti cardine del ragionamento:

1) L’attacco militare iraniano era estremamente sofisticato dal punto di vista tecnologico. Infatti i droni sono decollati per primi ed erano uno sciame impressionante di quasi 200 velivoli senza pilota. Poi i pasdaran hanno lanciato i missili da crociera e, infine, i missili ipersonici.

2) I droni prima e i missili da crociera poi sono stati l’esca, che ha provocato la reazione della difesa antiaerea e antimissile di Tel Aviv. I robusti sistemi di difesa israeliani sono strutturati su vari livelli. Inoltre alcuni paesi dell’area, fra cui Giordania, Arabia Saudita e naturalmente gli Usa dalle loro basi in Medio Oriente, hanno concorso nella difesa di Israele. La difesa antiaerea israeliana ha sparato costosissimi missili contro i droni e i missili da crociera iraniani, che costano un’inezia. Il rapporto di forze economiche messo in campo? Israele ha speso più di un miliardo di dollari, l’Iran qualche centinaia di migliaia di dollari (a dir tanto).

3) Così l’intera rete difensiva israeliana è stata rivelata al nemico, compresa la collaborazione di paesi terzi come Giordania e Arabia Saudita, i cui governi dovranno fare i conti con le masse arabe inferocite contro Israele e gli Usa.

4) I missili ipersonici iraniani sono andati tutti a segno. Contro questi ordigni Israele non può fare nulla. Di conseguenza gli obiettivi più sensibili israeliani sono alla mercè del suo nemico storico, l’Iran.

E’ evidente che quella dell’Iran fosse una mera “azione dimostrativa”, che non poteva più essere procrastinata, se non a costo di perdere la faccia, soprattutto con i suoi proxi – siriani, Hezbollah libanesi e Houthi yemeniti – che infatti hanno esultato. Perciò Teheran non voleva infliggere danni eccessivi a Israele. Per quanto, nella base israeliana del Negev i missili iraniani hanno distrutto alcuni caccia americani F35 molto costosi. Ma, il danno che l’Iran ha inflitto a Israele sul piano della deterrenza strategica è inestimabile. E gli iraniani hanno lasciato intendere che se Israele contrattacca, non si limiteranno più ad un’azione dimostrativa, ma infliggeranno al loro nemico danni veramente ingenti. L’Iran a tal proposito ha dichiarato solennemente al mondo intero: “abbiamo un’arma segreta”. Chissà di cosa si tratta …

 

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