Barbano si insedia al ‘Messaggero’: “Il mio impegno per il lessico della verità”

venerdì, 3 Maggio 2024
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(Adnkronos) – “Con emozione torno nel gruppo editoriale in cui ho lavorato per ventidue anni, a dirigere il giornale in cui ne ho trascorsi tredici, cinque dei quali da vicedirettore. Rientrare nello storico palazzo di via del Tritone e ritrovare la redazione appassionata e competente che ho lasciato dodici anni fa, irrobustita da tanti giovani talenti, è un’emozione che mette i brividi e, insieme, dà l’energia necessaria a una sfida tanto grande”. Comincia così il fondo di Alessandro Barbano, da oggi alla direzione del ‘Messaggero’, dove succede a Massimo Martinelli.  

“La mia nuova avventura inizia in un tempo di transizione – scrive Barbano – L’Italia si rimette in moto dopo un decennio che ha visto per due volte la lesione della fisiologia parlamentare, surrogata da governi tecnici. Ma è ancora un Paese dove si parla più di quanto si fa. L’eccesso di parola ha due forme: la politicizzazione, per cui tutto si declina in politica; e la polarizzazione, per cui il reale, e da tempo anche il virtuale, si raccontano in bianco o in nero”. “Dietro l’illusione di una libertà di pensiero aperta a tutti, il virus dell’opinione fa una democrazia senza qualità”, sottolinea il direttore del Messaggero, spiegando che se “l’Italia è un Paese dove il discorso pubblico è malato”, ciò nonostante “da due anni quello stesso Paese incattivito e sostanzialmente immobile (…) è tornato a muoversi”.  

“Nell’attuale assetto bipolare della politica non ci sono alternative al governo in carica”, scrive Barbano, secondo cui “per l’inconciliabilità di programmi e linguaggi, l’opposizione è ancora lontana dal rappresentare un’opzione competitiva”. Tuttavia “questa non è, da sola, una ragione sufficiente per considerare già vinta la sfida di Giorgia Meloni”. “Noi – assicura Barbano – valuteremo ciò che accadrà con lo spirito critico e l’indipendenza che il Messaggero coltiva da sempre” e lo faremo “dal cuore della Capitale, in un punto di osservazione straordinario”. “Un giornale critico, immedesimato ma indipendente, che non sta pregiudizialmente con nessuno”, e che racconterà le notizie “nella loro complessità, con il rispetto e l’amore che si devono alle parole” con “il metodo del dubbio e della verifica”. “Il lessico della verità è ragionevole misura delle cose. Sta qui il senso più profondo dell’impegno che assumo”, conclude Barbano.  

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