L'ex campione e dirigente del Milan: "Non abbiamo creato solo una squadra vincente" ROMA (ITALPRESS) – "Rapporto deteriorato con Silvio Berlusconi? No, sono diventato amico di Piersilvio e sono stato ad Arcore tante volte come suo amico. Il Presidente mi ha sempre detto: 'Sono un tuo secondo padre' e così è sempre stato. Quando è stato ricoverato in ospedale, il giorno che è uscito mi ha chiamato, pochi giorni prima della sua morte. Voleva fare degli scambi con il Monza, voleva sapere di alcuni giocatori, mi parlava dei suoi calciatori e li conosceva benissimo. Il calcio lo ha accompagnato fino all'ultimo, lo ha vissuto come passione e questo si trasmette, all'ambiente, agli allenatori e ai calciatori". Così l'ex difensore, capitano e dirigente del Milan, Paolo Maldini, ricorda Silvio Berlusconi, artefice con Adriano Galliani del mito rossonero. "Ho capito di voler fare il dirigente quando mi hanno chiamato, non sempre hai ben chiaro quello che vuoi fare, ma ho provato a capire quello che non avrei voluto fare – ha aggiunto l'ex campione azzurro in un'intervista a Radio TV Serie A con RDS – Non volevo fare l'allenatore, non volevo lavorare in televisione. Ho scelto di fare il dirigente in primis perché era il Milan, poi nei trentuno anni di esperienza ho avuto cose da raccontare e insegnare. Poi c'è il lavoro in sé, che è tutt'altro rispetto a ciò che ci si aspetta". "Milan, Nazionale o niente? È una regola che vale soprattutto per l'Italia, non riuscirei mai a vedermi in un club diverso dal Milan – ha proseguito la bandiera rossonera – PSG? Non ho mai detto di no, prima del Milan sono stato tre volte a Parigi e avevo dato la mia disponibilità, poi la cosa non è andata avanti. Pensandoci adesso è stato un bene, sarei entrato in una società ancora in grande evoluzione, in un paese che non conoscevo, con una lingua che non conoscevo. Il Milan? No, non vado più, è logico. Lo seguo insieme a Monza ed Empoli dove giocano i miei figli (Daniel e Christian, ndr). Ho creato tanti rapporti, è una questione di relazioni. Quello che abbiamo creato non è stata solo una squadra vincente, ma anche tante relazioni con i giocatori. Ne sono arrivati circa trentacinque nel corso dei cinque anni, con ognuno di loro si è creato un rapporto speciale. Quando vedo la fascia sinistra del Milan è sinceramente uno spettacolo", ha concluso Maldini. – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS). mc/com 09-Mag-24 10:54
Calcio: Maldini “Berlusconi un secondo padre, al Milan non vado più”
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