Spalletti “Possiamo giocarcela con le big ma bisogna lavorarci”

venerdì, 10 Maggio 2024
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"Nella nostra Nazionale tutti devono essere sullo stesso piano, che nessuno si senta potente". MILANO (ITALPRESS) – L'Italia può e deve realmente competere con le big europee come Inghilterra, Francia, Germania "ma bisogna lavorarci ancora. Quello che abbiamo fatto vedere finora non è sufficiente. Abbiamo qualità tecniche e anche umane e sia chiaro: contano alla stessa maniera". A poco più di un mese da Euro2024, Luciano Spalletti sa cosa serve agli azzurri per cercare di difendere il titolo conquistato tre anni fa a Wembley. "La maglia della Nazionale è la più bella e più importante del mondo, la prima pelle per un calciatore – le parole del ct azzurro in un'intervista al 'Corriere della Sera' – Bisogna indossarla con orgoglio e convinzione. Con dignità e umanità. Nella nostra Nazionale tutti devono essere sullo stesso piano, che nessuno si senta potente. Partiamo tutti dalle sconfitte passate, sono quelle che formano. La vittoria è bella, ti fa figo ma se resta fine a sé stessa diventa un vizio. Dalla depressione di una batosta si rinasce". Spalletti potrebbe inoltre aver trovato il centravanti che serviva: Scamacca, rinato all'Atalanta e chissà, forse spronato anche dai rimbrotti del ct sui videogiochi. "Il merito è di Gasperini che lo allena, se in qualche modo l'ho sollecitato ad avere una reazione sono contento, il mio fine è questo", ribatte il tecnico di Certaldo. "La tecnologia è importante ma va contestualizzata. Bisogna stare connessi tra di noi, anche nei tempi morti. Sono i dettagli che fanno la differenza, sempre. Quei dieci giorni in cui staremo insieme prima di partire saranno i più importanti", sostiene Spalletti, la cui ricetta per tenere unito uno spogliatoio è semplice: "Bisogna connettersi sulla stessa lunghezza d'onda. Convincerci a vicenda di essere forti, motivati e sempre sul pezzo. Lo dico ai miei calciatori: davanti allo spogliatoio c'è un salvadanaio virtuale dove ognuno mette ciò che ha e può dare. Recuperare una palla persa può valere quanto un gol. Così si vince, così nascono i rapporti". Guardando al campionato italiano, la squadra italiana che più gli è piaciuta "a parte l'Inter che ha vinto meritatamente lo scudetto, è il Bologna. Mi riporta al Napoli. Bel gioco e nel gruppo si respira amicizia, fratellanza. È così che si vince, anche". Inevitabile però chiedersi cosa sia successo al Napoli. "Tre allenatori in genere non si cambiano neanche in cinque anni – osserva il ct – Come si fa in pochi mesi ad assimilare tante cose da uomini che hanno metodi e caratteri diversi. I giocatori, talvolta, devono essere confortati, convinti di essere forti. Basta un nulla per demotivarsi. Ragazzi giovani come Zirkzee, Kvara per esempio vanno coltivati, difesi e sostenuti ogni giorno". – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). glb/red 10-Mag-24 09:22

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