Kjaer lascia il Milan “È il momento giusto per salutarsi”

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"Sono arrivato in Italia a 19 anni e ho sempre sperato di indossare questa maglia", dice il danese CARNAGO (ITALPRESS) – "È il momento giusto per salutarsi". Simon Kjaer lascia il Milan. Il difensore danese chiuderà la sua avventura rossonera al termine di questa stagione. Un addio al Diavolo come calciatore, un arrivederci all'ambiente, un "a presto" da parte di un danese che adesso si sente un milanese d'adozione e soprattutto un "milanista così come i miei figli". Simon Kjaer, classe 1989, ha annunciato che a fine stagione lascerà il club nel quale gioca dal gennaio dal 2020 e con il quale ha vinto uno scudetto. "Ho provato tante emozioni, positive e negative, da un paio di mesi avevo la sensazione che stesse arrivando la fine di questo mio percorso di 4 anni, è così, è il momento giusto per lasciare". Kjaer programma il suo futuro in tre parti: "Ho una settimana per l'ultima partita col Milan a San Siro, poi l'Europeo con la Danimarca che per me è sempre speciale, quindi dovrò trovare, insieme alla famiglia, la squadra dove continuare a calcio. Sono arrivato in Italia, a Palermo, quando avevo 19 anni, ho subito detto al mio procuratore che volevo il Milan, c'è voluto un po' di tempo, ma alla fine sono venuto qui, questa è la mia società e sarà sempre così. Sono arrivato al Milan in un momento difficile, dovevo trasmettere esperienza al gruppo e penso di aver fatto il mio lavoro. Anche Ibra è arrivato con me, è stata una fortuna". L'annuncio dell'addio arriva sui canali ufficiali del club che prima trasmettono i saluti dei compagni e di mister Pioli ed è subito chiaro che il centrale ha lasciato un'impronta nel cuore di tutti, come persona ancor prima che da calciatore. "E' la cosa più importante, è quello che rimane dentro, ne sono contento, orgoglioso, mi fa molto piacere", dice Kjaer che ha sempre sentito come una missione il costruire rapporti importanti all'interno dello spogliatoio. "Essere squadra è tutto, parte tutto da lì, c'è bisogno del coinvolgimento di tutti, non diventi e non sei una squadra se 4-5 persone non ti seguono, quando si è in difficoltà solo il gruppo può aiutare a venirne fuori. Oltre alla Danimarca, dove sono stato per 14 anni, in carriera questa sensazione di gruppo l'ho avuta solo al Milan". Capitano coraggioso, leader indiscusso, Simon Kjaer ha sempre affrontato a testa alta i momenti complicati, presentandosi davanti alla stampa. "Nel calcio ci sono momenti di gioia e altri in cui prendi schiaffi, a me viene naturale prendere gli schiaffi in certe situazioni, ne ho anche pagato le conseguenze, ma se poi i messaggi dei compagni sono questi – dice riferendosi ai saluti che gli hanno dedicato i rossoneri – allora vuole dire che è la cosa giusta da fare. Io sono sempre stato disponibile, ho sempre dato i miei consigli". Anche ai compagni di reparto che, assicura Kjaer "hanno tantissima qualità, Tomori è il più esperto, adesso deve fare il salto di qualità, ha tutte le capacità per diventare uno dei difensori più forti al mondo con le sue caratteristiche". Chiusura per popolo e ambiente rossonero. "Con i tifosi ho costruito un rapporto che porterò sempre dentro il cuore, mi ha sorpreso come si sono comportati lo scorso anno e quest'anno. In famiglia siamo diventati milanisti, lo sono anche i miei figli. Ringrazio tutti, il percorso che ho avuto qua, è stato un sogno che mi ha portato tante gioie, tante soddisfazioni nella mia carriera e nella mia vita. In futuro penso che quando smetterò di giocare a calcio, tornerò a vivere a Milano con la mia famiglia, perchè questa città è diventata casa nostra". – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). ari/red 21-Mag-24 16:05

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