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Mandato internazionale di cattura per Netanyahu, il capo d’Israele al capolinea?

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Nel conflitto Israelo-palestinese non ci sono né vincitori né vinti, ma solamente uomini, donne e bambini che soffrono una delle peggiori guerre degli ultimi decenni mentre le leadership di Israele e Hamas continuano a compiere crimini contro l’umanità. Proprio in quest’ottica nella giornata di lunedì 20 maggio il Tribunale Penale Internazionale (ICC) ha annunciato l’attuazione di mandati d’arresto internazionali per i leader di Hamas e Israele con le accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità legati alla guerra a Gaza.

Il Procuratore del Tribunale Internazionale, Karim Khan, ha affermato che ci sono prove sufficienti per ritenere che i leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri e Ismail Haniyeh siano responsabili di omicidio, sterminio e presa di ostaggi dall’inizio del conflitto il 7 ottobre, a seguito degli attacchi di Hamas nel sud di Israele. Allo stesso modo, sono state trovate moltissime prove che mostrano come il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Yoav Gallant siano responsabili di crimini contro l’umanità e altri crimini commessi in Palestina. Tra i crimini commessi dai leader israeliani troviamo: l’uso della fame come tattica di guerra, attacchi intenzionali contro civili e genocidio.

Secondo il Tribunale, sono state intervistate vittime e sopravvissuti degli attacchi di Hamas e Israele, includendo ex ostaggi e testimoni oculari di sei località principali degli attacchi. Nonostante le vittime abbiano sofferto un trauma indescrivibile e dolori insopportabili, le loro testimonianze si sono rivelate chiave nella ricerca dei responsabili per le condizioni disumane degli ostaggi e dei civili a Gaza, oramai una striscia abbandonata a se stesso dove dominano caos, violenze e fame. 

Specificamente riguardante la fame, il Tribunale ha accusato Netanyahu e Gallant di aver sfruttato l’assedio totale imposto su Gaza dopo l’8 ottobre per far lentamente morire di fame abitanti e soldati, impossibilitando qualsiasi tipo di supporto esterno. Il Segretario Generale dell’ONU aveva già sottolineato le condizioni di “fame catastrofica” per 1,1 milioni di persone a Gaza. 

L’ICC ha dichiarato come nessuno sia sopra la legge e, sebbene Israele abbia il diritto di difendersi, causare intenzionalmente morte e sofferenza ai civili è una chiara violazione del diritto internazionale.

Ricordiamo come il Tribunale Penale Internazionale, a differenza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), giudica individui e si concentra su coloro che portano la maggiore responsabilità per i crimini quali generali, capi di governo e ministri. Le decisioni sui mandati d’arresto vengono poi prese dalle Camere Preliminari dell’ICC. Se emessi, e se gli individui vengono arrestati, si inizia un processo giudiziario penale con pene detentive fino all’ergastolo.

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