L'allenatore veronese festeggia il suo compleanno il prossimo 5 giugno ROMA (ITALPRESS) – Alberto Malesani ha dovuto aspettare quasi i 70 anni di età (li compirà il 5 giugno) per tornare a vedere una squadra italiana riuscire a vincere quella Coppa Uefa/Europa League che lui alzò da allenatore del Parma nella stagione 1998-99. Merito dell'Atalanta di Gian Piero Gasperini, del quale a Palermo Malesani prese il posto, per poi essere nuovamente sostituito dallo stesso tecnico di Grugliasco. Entrambi hanno vinto il trofeo europeo in provincia, sempre con un risultato di 3-0 in finale. Quella vittoria di Mosca contro il Marsiglia è l'apice dell'esperienza in panchina dell'allenatore veronese, ma c'è molto di più in una carriera nata da una scommessa vincente. La scelta di abbandonare un posto di lavoro sicuro alla Canon per dedicarsi a tempo pieno al calcio si rivelò presto corretta. La sua esperienza da allenatore partì da Verona, al Chievo, dove mise le basi per quel miracolo compiuto da Delneri ad inizio anni 2000: nel 1993-94 ottenne una storica promozione in Serie B, dove rimase per tre stagioni collezionando un 13°, un 14° e un 7° posto. Poi arrivò la chiamata della Fiorentina (un "premio per il lavoro", la definì) e con i viola ebbe la prima possibilità di lavorare con stelle del calcio del calibro di Rui Costa, Toldo e Batistuta. Chiuse la stagione al quinto posto e approdò al Parma, dove vinse la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana e la Coppa Uefa, ma non riuscì a competere per lo Scudetto come chiesto dalla dirigenza. Passò quindi ad allenare l'Hellas Verona nelle stagioni 2001/02 e 2002/03 ("Fu un errore", ammise dopo una rocambolesca retrocessione e un campionato modesto in B), il Modena (2003-04) e il Panathinaikos (febbraio 2005-2006). Poi Udinese (gennaio-giugno 2007), Empoli (novembre 2007-marzo 2008), Siena (novembre 2009-2010), Bologna (settembre 2010-2011), Genoa (2011-aprile 2012), Palermo (febbraio 2013) e Sassuolo (gennaio-marzo 2014). Quella neroverde fu la sua ultima squadra, l'ultimo rimpianto, prima del ritiro: "Il calcio mi ha un po' dimenticato", ha avuto modo di dire recentemente. La nuova vita lavorativa, frutto di una vecchia passione, è legata al vino: la sua azienda si chiama 'La Giuva', dal nome delle figlie Giulia e Valentina. Una nuova soddisfazione alle porte dei 70 anni per l'artefice di un trionfo che in 24 stagioni nessuno ha replicato in Italia. – Foto Image – (ITALPRESS). spf/mc/red 03-Giu-24 09:45
Calcio: 70 anni Malesani, Coppa Uefa apice di una carriera in provincia
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