Messico. Si chiama Claudia, vince e parte in salita. Tutte le trappole

martedì, 4 Giugno 2024
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Claudia Sheinbaum ha vinto le elezioni presidenziali in Messico e si avvia a diventare la prima presidente donna della storia messicana. Più che vinto si potrebbe dire che ha stravinto con il 58%-60% dei consensi. La Sheinbaum è di origine ebraica e ha 61 anni. E’ stata sindaco di Città del Messico. Appartiene allo stesso partito di sinistra del presidente uscente, Andrès Manuel Lòpez Obrador, detto Amlo dalle iniziali dei suoi nomi e cognome.

La nuova presidente è in perfetta linea di continuità con il presidente uscente. In Messico dunque non cambierà nulla? Non è esattamente così. Sembra infatti che il partito della Sheinbaum sia sulla buona strada per ottenere la maggioranza in entrambe le camere del Congresso, una possibile supermaggioranza di due terzi, che permetterà forse al nuovo capo dello Stato di far approvare le misure di riforma, di cui necessita il paese, senza opposizione. Perciò si apre per il Messico un’era di speranza. Anche perché va detto senza remore: il presidente uscente Lòpez Obrador ha consegnato alla Sheinbaum un paese assolutamente disastrato.

In Messico esiste uno dei più alti tassi di violenza al mondo e l’affermazione di Obrador di aver ridotto gli omicidi del 20% in sei anni di governo si basa su una lettura molto discutibile delle statistiche.

Il vero incubo in Messico sono i cartelli della droga, i cd. narcos, che sotto Lòpez Obrador hanno ampliato il loro controllo in gran parte del paese e rastrellato una quantità ingente di danaro, non solo con il traffico di droga, ma anche con l’estorsione ai danni delle industrie legali e con il traffico di migranti. I narcos dispongono di veri e propri eserciti privati, dotati degli armamenti più moderni e micidiali.

Quanto all’economia, le cose non vanno granché bene. Il forte tasso di cambio del peso messicano rispetto al dollaro Usa penalizza le esportazioni e comporta alti tassi di interesse interni. Il presidente uscente lascia alla Sheinbaum un’incredibile situazione debitoria, con un deficit di bilancio pari al 5,9% del Pil, nonché elevati costi correnti per finanziare i programmi edilizi e di beneficienza avviati dal governo.

Non è da meno l’altro problema che affligge il paese centroamericano: la carenza di acqua ed energia. Il Messico ha sofferto di siccità di lunga durata, incendi e temperature vertiginose, che hanno causato la morte di numerose scimmie arboricole. Di fronte a questo problema, l’azienda statale Commissione Federale per l’Elettricità si è rivelata inaffidabile e l’intero paese si trova ad affrontare un’incombente carenza di acqua ed energia.

Insomma, i problemi interni da affrontare per la presidente neo-eletta sono veramente tanti. E a questi si sommano i problemi esterni con i confinanti Usa, che hanno costruito il muro al confine.

Auguri presidente Sheinbaum, auguri di cuore.

 

 

 

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