Mille menti, una mente: ecco il nuovo capolavoro di Benedetta Rocchi

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Mille Menti, una mente”, edito da Amarganta, è la nuova pubblicazione autobiografica di Benedetta, un’ adolescente, che attraverso la scrittura è riuscita a trovare il suo posto nel mondo. Avvalendosi della sua esperienza personale, dalla quale poi sono nati molteplici spunti di riflessone per il libro, Benedetta narra la sua travagliata crescita emotiva e personale. La redazione dello Speciale ha deciso di intervistare l’autrice, con la finalità di fornirvi un quadro più completo dell’opera.

In prima istanza, per chi non ha letto il suo libro, di cosa tratta “Mille menti, una mente” quali sono i temi centrali che ha voluto portare all’attenzione del lettore?

“Il libro mille menti una mente sola narra la storia di me, una ragazza che non si è mai piaciuta e ha vissuto momenti di difficoltà e insicurezza. Attraverso flashback e riflessioni io racconto la mia crescita emotiva, i rapporti con la famiglia, amici e le esperienze sentimentali. Dopo che ho affrontato una relazione tossica e molto dolorosa ho trovato conforto in un amore, per la precisone in un vecchio amico d’infanzia, che è diventato poi la mia anima gemella. Al momento però, io e lui siamo due persone completamente sconosciute, ma nonostante ciò grazie a lui ho avuto un pò di supporto. I temi centrali del libro sono: l’amore, l’amicizia, l’autostima e la resilienza, che tentano di offrire  un messaggio di speranza e rinascita”.

Quali sono i feedback che finora ha avuto a seguito della pubblicazione del libro e quali so o quelli che l’ hanno stupito di più? 

“ I feedback ricevuti sono stati perlopiù positivi. I lettori mi hanno appunto descritto come un’anima pura, capace di aiutare i miei coetanei, quindi ragazze e ragazzi del liceo che potrebbero aver affrontato quello che io stessa ho vissuto”.

 Qual è il pubblico alla quale si è voluta rivolgere tramite questo libro, un pubblico prettamente femminile oppure maschile? Un pubblico giovane o adulto? E Perché?

“ A mio avviso tutti, indipendentemente dal genere e età hanno la necessità di aprirsi e sfogarsi e se non riescono a farlo a voce lo possono fare scrivendo. A mio avviso la scrittura è una vera e propria terapia che consiglio a tutti, perché è in grado di fornire  un vero e proprio supporto emotivo e mentale e gli adulti possono rivivere , tramite le parole del libro, un deja-vu della loro infanzia e della loro adolescenza”.

All’interno del suo libro ha menzionato più volte disturbi specifici dell’apprendimento, Vorrebbe spiegare ai lettori de Lo Speciale perché tali disturbi hanno un’importanza così centrale per lei?

“Il DSA per me ha un’importanza non indifferente, proprio perché io stessa ho avuto una diagnosi positiva riguardo a tale disturbo. Ciò che mi ha fatto soffrire di più non è stato il disturbo stesso, ma bensì l’atteggiamento altrui nei confronti del mio disturbo. Ad esempio gli insegnanti sottolineavano spesso questo mio disturbo in classe, creandomi un certo disagio.

Ad esempio i miei compagni credevano che io fossi la “cocca” della maestra, proprio per gli aiuti che mi venivano forniti a seguito della diagnosi. Io, poiché non mi volevo sentire diversa dagli altri, rifiutavo qualsiasi aiuto.

Mi ero messa in testa che ero uguale agli altri bambini e che quindi non necessitavo di aiuti come ad esempio mappe concettuali per riuscire a scuola. Inoltre vorrei sottolineare che lo sbaglio che molti fanno è associare qualsiasi problematica riscontrata da un ipotetico alunno ai disturbi dell’apprendimento. Questo secondo me è sbagliato. Al contrario, di fronte alle difficoltà, gli insegnanti dovrebbero essere un supporto e provare empatia e comprensione  nei confronti di noi alunni”.

Infine vorrei chiederle qual è il messaggio, che tsi auguri arrivi al lettore tramite “Mille menti una mente”? 

“ Io mi auguro sempre che arrivi il messaggio che bisogna avere stima di se stessi. L’augurio che faccio a me stessa è quello di ricordarmi che io valgo molto e che non ho la necessità di far dipendere la mia forza da altri perché la mia forza nasce solo da me”.

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