Perché Elon Musk sta vendendo le azioni di Tesla?

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I rapporti tra Tesla e il suo CEO sembrano essere ai ferri corti, ma prendendo in considerazione gli ultimi avvenimenti, non c’è da stupirsi.

Da Agosto 2022 ad oggi Elon Musk ha venduto più di 7 miliardi di dollari di azioni Tesla. A documentarlo è la stessa Sec, l’autorità di Borsa americana.

Nel 2022 i motivi della vendita erano chiari: evitare una vendita repentina ed emergenziale dei titoli di Tesla a seguito dell’abbandono di alcuni finanziatori non in linea con le sue visioni future sulla piattaforma X.

Musk non ha mai specificato quali partner azionari fossero a rischio abbandono. Basti pensare però alla lista dei partner che hanno versato ingenti finanziamenti negli ultimi mesi.

Difatti qll’inizio di maggio, Musk aveva raccolto finanziamenti da 19 diversi partner tra cui il principe Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Alsaud dell’Arabia Saudita, Qatar Holding, le società di venture capital Sequoia, il fondo di crescita Dfj, Vy Capital e l’exchange di criptovalute Binance. Il patron di Tesla ha comunque affermato che non escluderebbe in futuro il riacquisto di  alcune delle sue azioni.

Alla luce di questi avvenimenti, il modus operandi adottato da Musk nei confronti della casa automobilistica è senz’altro più chiaro.

In vista dell’assemblea dei soci del 13 giugno arriva la posizione del fondo sovrano norvegese che ha preannunciato il voto contrario al maxi stipendio richiesto da Musk di 56 miliardi di dollari.

Il fondo Norges Bank Investment Management (Nbim), contesta la “dimensione totale del premio” e si dice “preoccupato per le modalità con le quali si arriva alla struttura della performance”. La posizione del fondo norvegese è in linea con quella di altri soci tra cui il fondo statunitense Calvert che ha reso noto il proprio voto all’assemblea.

Calvert, infatti, ritiene che il “valore del premio rimane eccessivo, anche considerando il successo della società”.

L’unica ad essere favorevole all’ingente aumento del CEO sembra essere la presidente di Tesla Robyn Denholm, che in una lettera agli azionisti, ha spiegato che il massiccio pagamento del ceo, composto fondamentalmente da un piano d’assegnazione titoli che si sviluppa in un decennio, serve “a mantenere l’attenzione di Musk e a motivarlo a concentrarsi sul raggiungimento di una crescita sorprendente per la nostra azienda”.

Le opposizioni potrebbero portare, con tutta probabilità, ad una bocciatura in assemblea della retribuzione del ceo, seppur solo consultiva, potrebbe mettere in grande imbarazzo Elon Musk, tanto da indurlo, secondo le indiscrezioni di mercato, a dare l’addio alla sua creatura.

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