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Il cardinale Richelieu 

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La Francia, figlia prediletta della Chiesa,in quanto primo paese d’oltralpe a convertirsi al Cattolicesimo, ha spesso avuto importanti figure di ecclesiastici che hanno ricoperto fondamentali cariche dello stato , al servizio dei sovrani che hanno regnato nel corso dei secoli. E spesso hanno avuto un importanza maggiore rispetto al sovrano stesso. Certo che un ecclesiastico è sicuramente un uomo di grande cultura, essendo questa nel passato gestita in larga parte dalla Chiesa che era l’unica  istituzione che aveva scuole e monasteri in cui si poteva vivere studiando e i cui membri spesso erano gli unici che sapevano scrivere e insegnare. La stragrande maggioranza della popolazione era analfabeta e l’esercito si occupava della organizzazione militare e non si preoccupava della formazione culturale dei suoi membri!

E la Chiesa a differenza degli aristocratici che si tramandavano i privilegi per nascita, al contrario spesso permetteva a chi aveva talento, di fare carriera… anche se di umili origini. E si poteva arrivare anche al vertice, se si possedevano le qualità per competere e per distinguersi! E sicuramente il cardinale Richelieu fu una figura così importante per complessità e capacità strategica da essere considerato il fondatore dello stato moderno in Francia. In effetti seppe creare una rete burocratica di gestione del paese come mai nessuno aveva saputo fare. Seppe accentrare ed aumentare il potere nelle mani del re , di cui era l’esecutore…ma mai sovrapponendosi ad esso.

Un raro esempio di equilibrio politico…lui stesso aveva un eminenza grigia che lo seguiva e consigliava , il famoso Padre Joseph , un frate cappuccino che lo seguiva ovunque e che diventò una figura leggendaria e simbolica. Con una forza spesso considerata eccessiva dai suoi contemporanei sottomise i nobili al volere del Re e li costrinse al rispetto della legge che quasi mai facevano, come nella folle consuetudine dei duelli tra cavalieri che facevano più morti e feriti di certe battaglie… rese forte il concetto di Stato , espugnò le fortezze protestanti che reclamavano la loro indipendenza, come la città di La Rochelle sull’atlantico e pur essendo un cardinale di Santa Romana Chiesa  non si schierò mai a priori contro la fazione protestante del paese o contro una nazione non cattolica, ma l’interesse della Francia e il suo peso politico nel delicato equilibrio dell’ Europa del tempo fu il suo scopo principale. E fece diventare il regno di Francia l’ago principale di un intero secolo, consegnando al piccolo Luigi XIV un paese florido e organizzato, centro culturale di tutta l’Europa, ruolo che mantenne nei secoli successivi esportando fino alla Russia di Caterina II la sua cultura e la sua eleganza che diventerà una potente entrata economica e un indiscusso punto di riferimento praticamente fino ai giorni nostri.

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