Amianto nel make up: ecco perché le donne inglesi protestano

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È ormai considerevole il numero di donne britanniche che hanno dichiarato di aver sviluppato il mesotolioma a seguito dell’utilizzo di prodotti make up appartenenti ad alcuni brand statunitensi.

Nello specifico il mesotolioma è un tumore raro, di natura estremamente aggressiva e nella stra grande maggioranza dei casi anche fatale. L’ingrediente da ricondurre allo sviluppo della malattia è il talco.

Si tratta di un elemento presente nei prodotti in povere adibiti al make up, come ad esempio i fard, gli ombretti e le ciprie, ma è possibile rintracciarne piccole quantità anche all’interno di rossetti, correttori e fondotinta.

Apparentemente il talco potrebbe apparire come un elemento tutt’altro che pericoloso, ma analizzando le sue componenti la realtà dei fatti dimostra altro. Il talco è un minerale costituito da magnesio, silicio e ossigeno. 

Per legge quello utilizzato nei prodotti per il corpo deve essere privo di amianto (il fattore scatenante del mesotelioma), ma spesso ciò non accade e le testimonianze di alcune donne ne sono la prova.

Tra le storie raccontate dalla stampa britannica e in particolare modo dal The Gaurdian, quella di Hannah Fletcher è riuscita a scuotere tanto l’opinione pubblica britannica quanto quella internazionale.

Nel 2016 mentre la Fletcher lavorava per British Airways, inizio ad avvertire un a forte stanchezza e a soffrire di dolori allo stomaco.

Andò dal medico e le fu diagnosticato un mesotelioma peritoneale, causato dall’esposizione all’amianto, e la probabilità di un anno di vita

Aveva 42 anni e due figli, di quattro e dieci anni. Fortunatamente, dopo diverse operazioni e cure, è sopravvissuta, ma facendo ricerche  e dopo aver esclusa ogni potenziale forma di esposizione, hanno scoperto, attraverso una biopsia, delle tracce di talco e fibre di amianto nel peritoneo.

La causa erano la cipria e il trucco, il talco usato da bambina e l’uso eccessivo di fondotinta e ombretto, scrive il The Guardian. Per questo ha avviato un’azione legale con il suo avvocato negli Stati Uniti convincendo così decine di donne britanniche ad intraprendere azioni legali per lo stesso problema.

Una di queste è Jade Jenkins, un’altra donna inglese  che ha iniziato a 35 anni ad avere i sintomi. Anche a lei è stata diagnosticata un mesotelioma peritoneale: “Quando mi è stato detto che avevo uno o due anni di vita, sono rimasta scioccata.

Mi trucco ogni giorno e scoprire che ciò che mi sono messa sul viso e che compro da quando avevo 12 anni ha causato tutto ciò è stato terribile. Mi sentivo male e in colpa, anche per mia madre, perché avrei potuto scoprirlo prima”.

La situazione è evidentemente complessa e richiede risposte da parte dei grandi marchi di make up e cosmetica.

In attesa delle suddette risposte è bene sottolineare che una possibilità sostitutiva al talco, qualora le istanze presentate dalle numerose protestanti sia concreto, esiste ed è l’amido di mais. Alcune aziende cosmetiche hanno iniziato già  ad usarlo per sostituire il talco. Esistono poi marchi “Clean beauty”, vegani e cruelty-free che non sono sempre senza talco, ma promettono di usare solo materie prime certificate. 

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