Claudio Graziano: luci e ombre sulla morte del presidente di Fincantieri

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Durante la giornata di ieri, 17 Giugno, presidente di Fincantieri ed ex generale Claudio Graziano è stato trovato morto in casa da un carabiniere della scorta.

L’agente della scorta che era in possesso della seconda chiave dell’abitazione ha dichiarato di aver trovato il generale morto già alle 09:50. Graziano era collocato nel suo letto, dove erano presenti anche un’arma e un biglietto.

È proprio a fronte di queste dettagli che la vicenda acquisisce non poche ombre, lasciando libero spazio a una serie di ipotesi.

È bene specificare che le indagini sono ancora in corso ma stando alle prime indiscrezioni, riportate da il quotidiano il Foglio l’ipotesi più probabile sarebbe quella del suicidio.

Qualora tale ipotesi fosse avvalorata, le ragioni dell’atto estremo sarebbero da ricondurre al contenuto del biglietto trovato nel letto del generale.

Sembrerebbe difatti che il bigliettino in questione conterrebbe tutta l’angoscia e la disperazione che hanno spinto il generale a togliersi la vita.

Tutto ciò sarebbe avvenuto tramite un colpo di pistola alla testa e questo spiegherebbe la presenza della pistola nel letto.

Nello specifico, ciò che avrebbe spinto un personaggio tanto illustre a compiere un atto di questo calibro sarebbe la mancanza della moglie, venuta a mancare nell’Aprile del 2023. Fu il generale stesso a definirsi più volte “perso” senza l’essenziale presenza della moglie.

La procura di Roma, come atto dovuto, ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per istigazione al suicidio. Servirà ad effettuare gli esami e le analisi per chiarire la dinamica del fatto.

È grande è il dolore adesso tra i militari italiani, semplici e graduati, che hanno lavorato con lui in 50 anni di carriera e che, in un ideale gigantesco picchetto d’onore, andranno a salutarlo al funerale, che dovrebbe celebrarsi venerdì nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, la chiesa degli addii solenni ai caduti di Nassiriya e dell’Afghanistan.

Alla luce dell’accaduto lo psicologo Matteo Lancini ha tratto degli spunti di riflessione sui casi di Graziano, del rettore dell’Università Cattolica di Milano Franco Anelli e di Anthony Bourdain, chef di fama internazionale che si è tolto la vita l’8 giugno 2018: “Nessun lustro sociale riesce a sigillare la perdita di senso”, spiega il dottore. “Ogni fattore precipitante è unico e diverso da ogni altro ma una cosa li accomuna tutti: la perdita del futuro, la speranza nel futuro. Le indagini sui suicidi e i racconti di chi sopravvive al tentativo ci dicono che quasi sempre prima di cadere nella tentazione della morte volontaria l’individuo lancia un messaggio, effettua una telefonata, è animato da una flebile, a volte flebilissima intenzione comunicativa, si rivolge a qualcun altro, a uno o ad altri esseri umani”.

Il Dr. Lancini avvalora la sua tesi affermando che tutto ciò è concreto e verificabile, poiché, a suo avviso, nei momenti di estrema difficoltà, utilizzando le parole del dottore “ quando il mondo ti cade addosso e stai decidendo di abbandonarlo” le uniche vie di uscita sono le relazioni interpersonali e nel caso specifico di Graziano la relazione con l’altro.

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