E’ notizia di pochi giorni fa, la Corte internazionale de l’Aja ha emesso due mandati di cattura. I destinatari? L’ex ministro della Difesa russo Sergei Shoigu e il capo di Stato Maggiore dell’esercito russo Valerij Gerasimov. Per tutta risposta, repentinamente, Mosca ha messo al bando 81 media occidentali, anche in risposta alla decisione adottata dal Consiglio Europeo il 17 maggio scorso di vietare “qualsiasi attività di trasmissione” sui media russi Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Gli 81 media occidentali banditi nel territorio della Federazione Russa appartengono a vari paesi europei, uno anche agli Usa: la testata “Politico”. Tra i media italiani banditi nel territorio russo figurano i siti di Rai, La7, Repubblica e La Stampa. Così, la guerra che infuria di fatto tra Russia e Occidente, anche se combattuta in Ucraina, si è trasferita sul piano dell’informazione. Con le due parti in conflitto – Federazione Russa (e Cina) da una parte e Occidente (Usa, Nato ed Ue) dall’altra – che mettono al bando, ciascuna i siti internet dei media principali dell’altra.
La gravità di questi provvedimenti è proprio il fatto che vanno a colpire i siti internet. Qui va detto in modo estremamente franco e senza infingimenti: la libertà di stampa non è mai esistita. Tutti i regimi dittatoriali, comunisti, liberali, democratici, militari e quant’altro hanno sempre utilizzato la stampa come bieco strumento di potere. D’altra parte informazione è potere. Se sai le cose e riesci a nasconderle agli altri, godi di un oggettivo vantaggio. Questa realtà però fino a poco tempo fa valeva soltanto per le televisioni e la carta stampata. Il fenomeno internet aveva portato una ventata di libertà, soprattutto per i giovani che erano più propensi a utilizzare il web per comunicare e ricercare informazioni. Ma, con la diffusione di questo strumento, ormai utilizzato proprio da tutti, giovani, anziani e persone di media età, i poteri di questo mondo hanno ritenuto che non possa essere lasciato libero. Così, hanno cominciato gli Usa a bloccare il social network cinese Tik Tok. Per rappresaglia Cina e Russia hanno bloccato i social network americani, tra cui Facebook e Whatsapp. Poi è stata la volta dei siti internet di informazione. Fino ad arrivare ai provvedimenti sopra descritti di Russia e Unione Europea, che sono totalmente liberticidi.
E’ interessante comunque la scelta fatta da Putin, relativa alle testate italiane da bandire in Russia. Le reti televisive Rai e La7 appartengono al novero delle principali Tv generaliste italiane, con esclusione delle reti Mediaset, che Putin non ha inserito nella lista nera, forse per un ultimo tributo all’amico Berlusconi. Quanto a La Stampa e Repubblica, le due testate sono sempre state allineate con il sistema di potere di questo paese. Non si può dire che Putin non abbia colto nel segno.



