Durante la giornata di oggi, 29 Giugno, Napoli si trasformerà in un palcoscenico pronto a ospitare Upside, l’ultima sfida tecnologica nel mondo del gaming. L’evento si tiene presso la nota sede della Mostra d’Oltremare.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito dell’avviso pubblico per la valutazione di proposte progettuali da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con un’intesa costituita da: Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ente capofila del progetto, Mkers Spa, Politecnico di Bari, Windtre Business e il Centro di Competenza Meditech.
Al centro dell’Upside vi è la volontà di promuovere l’adozione di nuove tecnologie volte allo sviluppo e l’intrattenimento digitale. Tra le altre tecnologie che accompagnano il 5G all’evento sono la Realtà Virtuale, l’Intelligenza Artificiale e la Cybersecurity.
Upside si focalizza su una competizione tra squadre, dove innovazione, strategy e abilità si fonderanno per offrire un’esperienza di gaming all’avanguardia.
Nello specifico Mkers Spa svilupperà contenuti innovativi, offrendo un’esperienza di gioco immersiva che coinvolgerà attivamente la community e la Generazione Z, integrando le tecnologie più avanzate.
Differente sarà il ruolo dell’Università di Bari, la quale analizzerà l’applicazione di tecnologie di Intelligenza Artificiale, IoT e Blockchain per approfondire le nuove tipologie di interazione tra i players in gara e gli spettatori dei meeting di gaming, al fine di incrementare la conoscenza dell’interazione tra uomo e tecnologia ed il coinvolgimento complessivo del pubblico.
Infine il Centro di Competenza Meditech fornirà un apporto tecnologico non indifferente ad Upside attraverso una profonda conoscenza delle tecnologie coinvolte, influenzando la diffusione dei risultati e la valorizzazione dell’impatto generato dall’iniziativa.
Si tratta senz’altro di un evento rivoluzionario, proprio per la propensione che manifesta nella volontà di unire competizione e innovazione. Come tutte le cose belle però, ha una pecca: la possibilità di inquinamento elettromagnetico.
Per ovvie ragioni, vi è una soglia limite di inquinamento elettromagnetico, che per legge è proibito superare.
La seguente potrebbe apparire come un’accortezza eccessiva, ma la storia recente conferma il contrario e al contempo la possibilità di un rischio concreto a seguito di Upside.
Non tutti ricorderanno gli avvenimenti che si sono verificati a Santa Maria di Galeria, nell’area nord ovest di Roma.
Qui, dati alla mano, l’incidenza tumorale, in particolar modo, quella infantile, è stata più alta della media di Roma e, soprattutto, le malattie del sistema linfoemopoietico (leucemia, linfoma e mieloma) continuano ad aumentare in modo esponenziale. La causante? Ovviamente l’elettrosmog.
Il comitato di cittadini residenti a Roma nord, “ Bambini senza onde” presentò nel 2011 presso la procura della Repubblica di Roma, una serie di denunce e nove cartelle cliniche di pazienti affetti da patologie tumorali.
Tra i casi segnalati un bambino di sei anni di Santa Maria di Galeria, ammalatosi di leucemia, e quello di una giovane di 26 anni, residente ad Anguillara, morta nel 2009.
Un anno dopo la Radio Vaticana dovette cambiare radicalmente la sua modalità di trasmissione e ridurre drasticamente le emissioni elettromagnetiche.

