Il senatore della Lega Claudio Borghi ha presentato un emendamento in tema di vaccini in relazione al Ddl liste d’attesa. L’emendamento leghista mira alla revisione della Legge Lorenzin, che prevede l’obbligo di alcuni vaccini per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia. La proposta di Claudio Borghi è di passare a una raccomandazione, togliendo l’obbligo vaccinale.
Il sogno Borghi però sembra essere giunto al capolinea prima del previsto, in quanto l’emendamento del leghista non avrà spazio in Commissione. Difatti la Commissione Affari Sociali del Senato ha dichiarato l’emendamento inammissibile per estraneità di materia durante l’esame del decreto legge “Liste d’attesa”.
La presa di posizione della Commissione non ha però arrestato la forte risonanza mediatica del caso e la successiva polemica. Gli orientamenti ideologici sono stati molteplici, tanto all’interno dell’opinione pubblica quanto tra gli stessi esperti.
Roy De Vita, primario di Chirurgia plastica presso l’istituto nazionale dei tumori “Regina Elena” di Roma si è espresso sulla questione, portando alla luce delle considerazioni tutt’altro che marginali. In prima istanza il primario ha sottolineato che la proposta di Borghi “Non è l’idea di un signore che ha perso il senno, tutt’altro, è la regola che vige nella stra-grande maggioranza dei paesi che noi definiamo civili e sviluppati. In nessuno di questi paesi c’è l’obbligazione vaccinale infantile, solo la raccomandazione”.
Questo è il caso della Finlandia, Inghilterra , Germania, Norvegia, Spagna. In nessuno di questi paesi vi è l’obbligo di vaccinazione per i minori, ma nonostante ciò le percentuali di vaccinazioni infantili sono nettamente più alte delle percentuali italiane, dove appunto la vaccinazione è obbligatoria. Come ha sottolineato lo stesso Dott. De Vita si tratta di dati che dovrebbero far riflettere.
Allora perché il senatore Borghi è stato ampiamente attaccato? Ad avviso di De Vita Borghi è stato accusato di assecondare i no vax per prendere voti. Inoltre è stato attaccato per “Farneticazioni anti- scientifiche. Questa accusa in particolare è stata mossa da Speranza- ha confermato de Vita- che in realtà su scienza e su gestione dei vaccini dovrebbe tacere per il resto della sua vita.
È stato detto addirittura che siamo di fronte a un ritorno al Medioevo. Ma qual è il timore degli avversari di Borghi? Il Senatore ha senz’altro toccato un nervo scoperto. Ha difatti tirato in ballo, anche se indirettamente, il vaccino per il Covid. Questo probabilmente è il punto. Il problema è che la narrazione unica è stata e continua a essere incrinata dai fatti”.
De Vita ha sottolineato quindi come la correlazione tra vaccini anti-covid e obbligazione vaccinale infantile è naturale. Questo perché, l’emendamento del Senatore ha inevitabilmente instillato dei dubbi tra coloro che all’epoca si sono fidati ciecamente dei politici, che De Vita ha definito “inesperti” in materia e degli esperti.
La questione centrale, come ha affermato il Dott. De Vita è “l’atteggiamento fideistico che al tempo dei vaccini anti- Covid è stato richiesto. L’atteggiamento fideistico- afferma De Vita- può essere adottato solo e unicamente alla religione e invece è stato adottato da tantissimi medici, che avrebbero dovuto invece avere come propria cultura il dubbio.
Questo ha fatto sì che ora la situazione sia cambiata e un numero crescente di persone ha perso fiducia e non crede più in niente, neanche in quello che è certamente efficace e scientificamente provato. Perché se chiede di credere ad argomenti che vengono poi sconfessati dai fatti, non puoi pretendere di avere ancora credibilità”.



