Come tutti sanno, Internet affonda le sue radici nel lavoro della statunitense Arpa (Advanced Research Project Agency), una divisione di ricerca tecnologica del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. La prima rete fu Arpanet, capace di collegare i computer a lunga distanza e fu concepita per uso militare. Molti hanno ritenuto che da strumenti creati per uso militare, Arpanet e il suo succedaneo Internet, siano divenuti strumenti di ricerca per uso civile. Niente di più falso. Internet era ed è sempre stato uno strumento di guerra, una vera e propria arma letale.
Un assaggino del potenziale terribilmente distruttivo di questo strumento bellico lo si è avuto con il cyber blocco di Crowdstrike, il sistema operativo di Microsoft Windows, largamente usato nel mondo (occidentale). Questo blocco di internet ha letteralmente cancellato dalla faccia della terra banche, ospedali, aziende, aeroporti e quant’altro. Un vero e proprio disastro.
Come mai questa catastrofe non ha colpito anche Cina e Russia? La ragione sta in ciò che viene definito “Splinternet” e anche questa è guerra. Il termine splinternet esprime il concetto della frammentazione del cyber spazio e la Cina è stato il primo paese a pensarci. I cinesi hanno compreso per primi che era necessario realizzare una frammentazione del loro cyber spazio con lo scopo di garantire controllo interno e autonomia dall’esterno. Così hanno implementato il Great Firewall of China, volto a bloccare l’accesso a tutti i siti web, che non supportano il Partito Comunista Cinese. La prova che i cinesi avevano visto lungo si è avuta nelle ultime ore: mentre mezzo mondo si è bloccato a causa del guasto del sistema operativo Crowdstrike, in Cina non si sono accorti di nulla. Negli ultimi anni le organizzazioni governative, le aziende e gli operatori infrastrutturali cinesi hanno sostituito sempre più i sistemi It (isolati da terra o flottanti) esteri con quelli nazionali. A seguire anche la Russia si è mossa in questa direzione con la creazione di RuNet, cioè la rete digitale interamente russa, sviluppando in questo modo l’idea di una sovranità informativa e informatica sotto il rigido controllo statale. Anche l’Iran ha fatto la stessa cosa, creando una rete parallela e controllata rigidamente dallo Stato.
L’Occidente è preoccupato dal blocco contrapposto che si compatta sempre di più, quello tra Cina, Russia, Iran e Corea del Nord. E ci sono ragioni più che valide per preoccuparsi. Il mondo è già in guerra. Infatti, le guerre 2.0 del prossimo millennio saranno combattute anche nel web, nello spazio, nella finanza, etc.. E il blocco orientale sta dimostrando all’Occidente di essere pronto e ben armato.
