Camera di Commercio di Roma: omaggio al Made in Italy e alle Imprese storiche

giovedì, 25 Luglio 2024
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(Adnkronos) – Alfredo alla Scrofa, rinomato ristorante fondato nel 1914, Biscotti P. Gentilini, storica azienda dolciaria dal 1890, Cristiana Perali, tradizionale ditta orafa dal 1907, e L’Erma di Bretschneider, casa editrice attiva dal 1896, sono le quattro storiche realtà produttive della capitale cui è stato conferito il “Premio Imprese Storiche” dalla Camera di Commercio di Roma. Quattro aziende, operanti da oltre un secolo, riconosciute per il loro contributo alla creazione di ricchezza e benessere alla città eterna. “Un riconoscimento a chi è riuscito a superare le difficoltà con tenacia, intelligenza e innovazione,” ha dichiarato Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma.  

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  1. Articolo odierno di premiazione al ristorante Alfredo alla Scrofa – ristorante aperto nel 1914 e gestito da mio nonno Alfredo Di Lelio fino al 1943 – la tradizione di famiglia continua presso Il Vero Alfredo a Piazza Augusto Imperatore 

    Con riferimento al Vostro articolo odierno anche su Alfredo alla Scrofa ho il piacere di raccontarVi in breve la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”)., citato nell’articolo. Storia che si lega al ristorante di via della Scrofa solo per una parte della vita di mio nonno.
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna (oggi Galleria Sordi), Alfredo Di Lelio decise di aprire a Roma  il suo ristorante “Alfredo” in via della scrofa che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1948 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso,  andando a trovare l’amico Alfredo, dopo averlo abbracciato, gli disse “Alfré adesso famme vede che sai fa”. Alfredo dopo essersi esibito nel suo tipico  “show” che lo vedeva mischiare le fettuccine fumanti con le sue posate d’oro davanti ai clienti, si avvicinò al suo amico Ettore che commentò “meno male che non hai fatto l’attore perché posto per tutti e due nun c’era” e consigliò ad Alfredo di tappezzare le pareti del ristorante con le sue foto insieme ai clienti più famosi. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma, come tra l’altro quello di via della scrofa, non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” figura nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale e nell’Elenco delle Attività storiche della Regione Lazio, ed è stato identificato dal Ministero della Cultura quale Bene culturale, nonché è presente nell’Associazione dei Locali storici d’Italia.
    Grata per la Vostra attenzione, Vi invio cordiali saluti
    Ines Di Lelio
    Direzione Ristorante Il Vero Alfredo

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