Stanno facendo discutere le intercettazioni della famiglia Turetta, che risalirebbero al mese di Dicembre ma che sono sono state diffuse solamente oggi. Il colloquio risalirebbe al 3 dicembre, quando i genitori sarebbero andati a a incontrare Filippo in carcere a Verona per la prima volta.
Nicola Turetta, che ha sempre condannato il figlio per quel che ha fatto, avrebbe usato le seguenti parole: «Eh va beh, hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza… Quello è! Non sei un terrorista, voglio dire… Devi farti forza. Non sei l’unico… Ci sono stati parecchi altri… Però ti devi laureare».
Le frasi, pubblicate dal tabloid Giallo con la foto che ritrae l’incontro nella sala colloqui del carcere Montorio, sono state intercettate dalle microspie degli investigatori e sono state depositate agli atti del procedimento contro Turetta.
Alla domanda sui magistrati, su come sono stati con lui ha affermato: “ Meglio di quello che mi aspettavo”. L’incertezza che al momento tormenterebbe il ragazzo sembrerebbe essere il suo avvocato, Giovanni Caruso è più nello specifico un eventuale abbandono del caso da parte del professionista.
Chi conosce bene il padre aggiunge: «Ha cercato di salvare il figlio, perché non si disperasse troppo, per evitare che potesse compiere un gesto inconsulto».



