Sul caos spiagge degli ultimi giorni nella zona di Gallipoli, abbiamo sentito il parere di Mario Tozzi geologo, divulgatore scientifico, saggista, autore e conduttore televisivo che ha ribadito che non ci sono errori in questa svolta green che ha fatto scaturire polemiche e dissapori ma deve prevalere il buon senso. “Se per arrivare in spiaggia bisogna andare a piedi, bisogna rispettarlo” – ha detto Tozzi – “In tal modo rispettiamo l’ambiente e chi lo abita”. I fatti degli ultimi giorni che hanno interessato il litorale pugliese in quell’area specifica di Baia Verde che costeggia le spiagge di Gallipoli dove era stata organizzata un’area ciclopedonale interdetta alle vetture ci dimostrano però il contrario. Le immagini che hanno fatto il giro del web mostrano i bagnanti non rispettosi dei divieti causando caos totale con traffico di vetture totalmente insabbiate che hanno provocato ingorghi e disagi. Un corridoio green che è diventato negli ultimi giorni una trappola per automobilisti e villeggianti. Nel caso specifico della Puglia che da un punto di vista turistico ha conosciuto negli ultimi anni un grande rilancio a livello ricettivo nel periodo estivo, un caso come questo potrebbe diventare un boomerang a livello turistico che disincentiva a scegliere la zona, una tra le mete a livello naturalistico tra le più ambite e in sovraffollamento come gran parte della regione.
Quali errori ci sono stati a margine di quella che potremmo chiamare una svolta tutt’altro che green?
“Vede, io credo che dobbiamo finirla di dare la colpa agli amministratori locali ma adoperare quanto più possibile il buon senso e il rispetto per chi ci circonda e soprattutto per l’ambiente. Purtroppo l’Italia e nello specifico il litorale pugliese e i suoi villeggianti hanno la bella abitudine d’estate, vuoi la calura e le abitudini, di arrivare in spiaggia con la macchina fin dentro l’acqua una follia. Se questo “diritto” ammesso che di diritto si parli, viene loro negato allora giù a lamentarsi e ad infrangere le regole. Tutto ciò non deve accadere. Le macchine in quella porzione di territorio sono state interdette a ragion veduta e bisogna rispettare la segnaletica, lasciarle nei posteggi e andare a piedi. Facciamo bene a noi stessi e al territorio circostante. Il circo squallido di clacson e traffico che ha creato nei giorni scorsi voragini di sabbia e caos ha dato l’ennesimo esempio a tutti (dopo che le immagini sono diventate virali sul web) che il territorio e i suoi habitué stentano a dotarsi di buon senso e rispetto. Io non darei colpe agli amministratori locali e non vedo errori onestamente nella gestione di quella porzione di territorio ma solamente oltre alla maleducazione lo scarso senso del bene comune. Il paniere naturalistico pugliese merita di essere preservato per tenere alto il valore e la qualità della ricezione turistica di zona”.
Quali soluzioni a livello ambientale possono funzionare di più, parlando dell’Italia e nello specifico di questo territorio?
“Per quello che mi concerne nel nostro paese c’è bisogno di non incentivare l’uso della vettura privata per raggiungere le destinazioni di interesse turistico. In ogni modo nei posti di mare bisogna aiutare bagnanti e turisti a raggiungere il lido tramite navette e trasporto pubblico. C’è un sentiero sabbioso e vanno con la macchina? Questo crea disagi. Essendo la Puglia una delle regioni con paesi più richiesti, pensiamo a località come Polignano a Mare a Vieste alle famose Maldive del Salento l’unica soluzione potrebbe essere inoltre il numero chiuso, bisogna contingentare e chiudere all’accesso limitato. Bisogna per forza adottare soluzioni come la Sardegna, le Cinque Terre, Venezia, il top della richiesta turistica necessita una chiusura degli accessi. Quando c’è una pressione di 300, 400, 500 turisti per abitante nessun territorio regge. La Puglia ha conosciuto un grande rilancio specie nel periodo estivo ma anche nella stagione primaverile è scelta come meta di matrimoni o eventi, diventa un inferno poi non ci si torna più. Bisogna combattere l’over tourism e puntare sulla qualità. Scoraggiando l’arrivo nello stesso periodo dell’anno di turisti soprattutto nello stesso luogo. Si pensi che anche a Polignano a Mare a Natale c’è il senso pedonale alternato nel centro cittadino altrimenti non si entra. Bisogna puntare sulla qualità facendola pagare di più, Gallipoli aldilà delle spiagge è infrequentabile anche nel centro cittadino. Limitare gli accessi grazie a provvedimenti come questo della ciclopedonale green magari incentivando e fornendo un’alternativa valida”.



