Libertà di stampa, la sinistra non può dare lezioni al governo

mercoledì, 31 Luglio 2024
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Libertà di stampa in pericolo nell’era Meloni? Macché. Ci troviamo di fronte all’ennesimo pretesto per attaccare il governo agitato da una sinistra  che le studia tutte per screditare la maggioranza di centrodestra. Stavolta gli amici di Elly Schlein e compagni hanno ottenuto il timbro dell’ufficialità Ue attraverso il report sul nostro Paese del Media Freedom Rapid Response (Mfrr), organismo di monitoraggio della vita dei giornali che  lavora appunto per la Commissione di Bruxelles.

«Da quando il governo è entrato in carica -si legge nel documento- , la libertà dei media in Italia è stata sottoposta a una crescente pressione, con attacchi senza precedenti e violazioni alla libertà di stampa spesso intraprese da esponenti politici nel tentativo di marginalizzare e silenziare le voci critiche». Ohibò, siamo nell’anticamera di una dittatura e non ce ne eravamo accorti…

Ma quali sarebbero queste vessatorie iniziative del governo ai danni dei giornalisti? «Iniziative legali e annunci di azioni». Fate attenzione, a insidiare la libertà di stampa non sarebbe neanche la querela da parte di uomini del governo, basta anche il solo annuncio di volerlo fare. Roba da non crederci. Secondo i “guardiani” Ue dell’indipendenza dei giornalisti, i politici che si ritengono diffamati dovrebbero sopportare senza reagire l’offesa che è loro arrecata. Quello che è consentito a ogni privato cittadino non sarebbe quindi permesso a un uomo di governo.

Una violazione della libertà di stampa sarebbe per lorsignori la multa di 1000 euro inflitta a Roberto Saviano perché aveva pesantemente offeso Giorgia Meloni, dandole della «bastarda» La premier si è giustamente risentita. Che cosa dove fare Giorgia, incassare l’ingiuria senza fiatare? Cosa difende al dunque Mfrr, la libertà di stampa o la libertà di insulto?   

Un’altra “chicca” del rapporto è laddove si lamenta il fatto che la politicizzazione della Rai avrebbe «raggiunto negli ultimi due anni livelli mai visti prima». Livelli mai visti prima? Ma avete presente com’era la tv di Stato quando comandava la sinistra? Ricordate  il fiume di faziosità che veniva quotidianamente rovesciato nelle case degli italiani? Quando mai la Rai è stata indipendente? Né vale citare i casi di Fabio Fazio, Bianca Berlinguer, Lucia Annunziata. Nessuno li ha cacciati. Hanno fatto il “bel gesto” di andarsene, per poi firmare ben remunerati contratti con altre reti televisive (la Annunziata è diventata europarlamentare). Ben pagati, contenti e pure “martiri” in nome della libertà. Chi sta meglio di loro?

Ma dove il dossier raggiunge il colmo è quando porta ad esempio il quotidiano “Domani” come vittima di attacchi da parte del governo. Anche qui non si sa se ridere o piangere. Perché il giornale edito da  Carlo De Benedetti non fece in realtà una bella figura quando pubblicò i redditi di Guido Crosetto nei giorni del suo insediamento al governo nel 2022. Tutto lecito da parte del ministro. Però si sarebbe alzato il solito polverone se Crosetto non si fosse rivolto alla magistratura. Erano notizie giuridicamente e politicamente irrilevanti, ma riservate. Come faceva il quotidiano ad averle? Poi è venuta fuori la storia dei dossieraggi su cui indaga la Procura di Perugia. Allora ci si chiede, che cosa mina di più il prestigio della stampa, subire le legittime critiche di ministri oppure farsi strumento di torbide manovre di intelligence?

A questo punto è legittimo domandarsi chi abbia fornito a Mfrr il materiale per stilare il suo rapporto contro il governo. Ecco che spuntano i soliti compari/compagni della sinistra, cioè l’Usigrai e Articolo 21, che, tutto sono, meno che esempi di giornalismo libero da pregiudizi ideologici.

Siamo di fronte al solito giochetto. La sinistra si serve di un organismo “indipendente” (ma che tale in realtà non è) per spacciare come giudizio “istituzionale” ciò che è invece frutto di faziosità politica. E poi arriva il gruppo dei giornali amici ad allestire il solito can can mediatico. Si riferisce a loro la stessa Meloni quando parla di strumentalizzazioni da parte di alcuni “stakeholders” (coloro che sono direttamente coinvolti in un’impresa).

Questo giochetto dura da oltre mezzo secolo. La sinistra continua ad usarlo perché, evidentemente, non ne conosce altri. Ma ormai non funziona più. Contenti loro…

 

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