Medvedev. Cosa c’é dietro la parola guerra su vasta scala

domenica, 4 Agosto 2024
1 minuto di lettura

Dmitry Medvedev, vice presidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa ha lanciato sul suo canale Telegram parole inquietanti sulla situazione che si è venuta a creare in Medio Oriente: “Il nodo in Medio Oriente si sta stringendo. Mi dispiace per le vittime innocenti. Sono solo ostaggi di uno stato disgustoso: gli Stati Uniti. Nel frattempo è chiaro a tutti che una guerra su vasta scala è l’unica via per una pace precaria nella regione”.

L’antefatto. Mercoledì scorso il movimento palestinese Hamas ha annunciato la morte del capo del Politburo del movimento, Ismail Haniyeh, in seguito ad un attacco israeliano contro la sua residenza a Teheran. Hamas ha incolpato Israele e gli Usa per la morte di Haniyeh.  Il leader supremo dell’Iran, Ayatollah Khamenei ha chiesto una rappresaglia diretta contro Israele per l’assassinio eseguito in territorio iraniano. Tutto il mondo attende con il fiato sospeso la rappresaglia dell’Iran, mentre Usa e Israele hanno rafforzato le misure di protezione. Il contesto internazionale è di altissima tensione. Perfino la televisione iraniana manda in onda la scena di un missile che si stacca dal suolo e minaccia Israele: “Stiamo arrivando”.

Come si devono dunque interpretare le feroci affermazioni di Medvedev? Innanzitutto è evidente che Putin e Medvedev stanno facendo il gioco del poliziotto buono e di quello cattivo. Putin, anche in considerazione del suo ruolo di capo dello stato, esprime moderazione. Medvedev dice brutalmente come stanno le cose. Il messaggio di Medvedev è semplice e chiaro.

  1. Non si deve parlare di rappresaglia iraniana contro Israele, perché l’Iran non è solo, ma agisce di concerto ai suoi alleati, Russia, Cina e Corea del Nord.
  2. Israele con i suoi omicidi mirati ed i suoi attacchi contro gli Hezbollah libanesi e l’Iran ricatta il mondo, dichiarandosi intenzionato a scatenare una guerra globale in Medio Oriente dalle conseguenze devastanti. E anche Israele non agisce da solo, ma con l’appoggio degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, della Gran Bretagna, del Giappone, etc..
  3. La Federazione Russa e i suoi alleati hanno preso definitivamente atto che non è possibile ottenere una pace, seppure precaria, nella regione mediorientale, se non attraverso una guerra su vasta scala.

Detto ciò deve essere ben chiara la conseguenza di un simile scenario. Se scoppia un conflitto diretto tra Iran con i suoi alleati mediorientali e Israele, gli Stati Uniti non rimarrebbero certo a guardare. Certamente gli Usa interverrebbero a fianco di Israele. Ma, in una simile circostanza, anche Russia e Cina interverrebbero a fianco dell’Iran. In questo momento perciò se scoppiasse una guerra in Medio Oriente si estenderebbe in un attimo al mondo intero. Tutti i giocatori di questa partita mortale hanno già messo in conto questa eventualità e sono pronti a giocarsela.

 

 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.