Kursk. La verità dietro la cosiddetta offensiva di Kiev

giovedì, 15 Agosto 2024
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E’ difficile capire cosa stia accadendo in Ucraina in queste ore, in Donbass come nella regione russa di Kursk, anche perché la guerra infuria violenta da tutte le parti. E’ ancora più difficile distinguere tra cronaca effettiva dei fatti e propaganda di guerra. Il governo ucraino si vanta di aver conquistato nel Kursk ben 74 insediamenti e di aver preso cento prigionieri russi. Il generale russo Apti Alaudinov, capo del battaglione ceceno Akhmat, invece, ha dichiarato che l’offensiva ucraina è stata fermata e che gran parte delle forze e dei mezzi ucraini entrati a Kursk sono stati distrutti. Putin, dal canto suo, si è adirato soprattutto per le crudeltà che i militari ucraini hanno commesso nei confronti della popolazione civile. Il presidente russo ha dichiarato che a questo punto non ci saranno negoziati e che la Russia vincerà sul campo. Gli ha risposto John Kirby, Consigliere per la Sicurezza Nazionale Usa: “Putin non vuole truppe di Kiev sul suo suolo? Allora si ritiri”.

Ma, al di là dei proclami, c’è qualcosa nell’invasione ucraina che non torna. Come mai i russi non si sono accorti di nulla? Proprio loro che hanno un controllo minuzioso e pervasivo del territorio ucraino. Strano davvero. Qualcuno in Occidente comincia a sentire puzza di bruciato, come Julian Mcfarlane di Tokyo e vari media tedeschi. L’ipotesi che avanzano è delle più intriganti: Zelensky sarebbe caduto in una trappola tesa dai russi. L’esercito di Mosca infatti aveva sminato le zone di confine e ritirato la maggior parte delle sue unità pesanti nelle retrovie, ad est della centrale nucleare di Kursk. Era quasi un invito rivolto a Kiev: Prego attaccate pure! E il governo ucraino ci sarebbe cascato con tutte le scarpe. Ma perché i russi avrebbero teso una simile trappola? Semplice, per sguarnire il fronte del Donbass, dove già la situazione per le truppe ucraine era disastrosa. A sostegno di questa ipotesi c’è il fatto inoppugnabile che l’esercito russo non ha trasferito risorse dal Donbass al Kursk, bensì ha perfino accelerato l’avanzata nello stesso Donbass, soprattutto nella regione di Donetsk. Come ha fatto notare l’altro fine analista inglese, Alexander Mercouris, i russi sono ora concentrati sulla distruzione degli armamenti ucraini – carri armati, veicoli blindati e artiglieria – lasciando per ultime le truppe ucraine, forse più di diecimila uomini. La Russia non ha fretta di eliminare i militari di Kiev, l’importante per il momento è che stiano lontani dal Donbass. Come ha precisato Macfarlane nel suo blog, l’incursione a Kursk è il tipo di errore che Zelensky ha commesso fin dall’inizio di questa guerra, causando forse un milione di vittime. In questa circostanza, se si trattasse davvero di una trappola, l’operazione di Kursk potrebbe costare a Zelensky la disfatta dell’Ucraina, che di uomini da impiegare nelle operazioni belliche non ne ha più.

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