Troppe critiche per Angela Carini. Ora è vittima di bullismo?

venerdì, 16 Agosto 2024
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Tanti i commenti su Angela Carini, 26 anni, la pugile italiana che si è ritirata dopo 46 secondi al match contro Imane Khelif alle Olimpiadi di Parigi.

Sono riferiti al suo ruolo di testimonial della campagna per lo sport della società Webuild. Questa ditta dovrà costruire il ponte sullo stretto di Messina. “Anche il ponte crollerà dopo 46 secondi?”, “Carini testimonial del ponte sullo stretto. Molto indicata come scelta, una che non porta a termine un incontro per un’opera che non sarà mai portata a termine”, “Speriamo che resista più di lei”, queste alcune frasi scritte sul web. E ancora: “Se il ponte avrà la stessa resistenza della Carini siamo in una botte di ferro”

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L’atleta, insieme alle velociste Zaynab Dosso e Antonella Palmisano, alla velista Caterina Banfi, e alla judoka Alice Bellandi, è stata scelta, prima delle Olimpiadi, dall’azienda. La campagna si intitola “Webuild per lo sport. Costruire un sogno: storie di campionesse”. I commenti alludono all’incontro di box femminile, alle Olimpiadi di Parigi, contro l’algerina Imane Khalif.

Da quell’incontro Carini non ha né vinto e nemmeno perso. Si è proprio ritirata. Secondo quanto riportato dalle fonti, l’atleta algerina, ha i livelli di testosterone alti, vale a dire una variazione di tipo intersex che non le impedisce di gareggiare con le donne.
La vicenda ha scatenato molte domande. E, in Francia, c’è un’inchiesta sul bullismo. E’ nata anche una propaganda politica dove la destra dice la sua, mettendosi dalla parte di Carini, e, d’altro canto, la sinistra porta le ragioni di Khalif.

A questo punto, l’atleta italiana, si trova sul patibolo per una scelta personale. E’ vittima di bullismo? In fondo se non se l’è sentita di gareggiare, perché i pugni erano troppo forti, perché doveva continuare l’incontro?

E poi la famosa frase “L’utero è mio e lo gestisco io” sulla contraccezione e sull’aborto nel movimento femminista degli anni ’70. Lo slogan, che il movimento delle donne gridava nelle piazze in quel periodo, metteva in campo qualcosa di nuovo nella storia di genere: quello dell’autodeterminazione sul proprio corpo.

Non si trattava più solo di rivendicare diritti civili e politici, ma di affermare una libertà di scelta sia sul versante della sessualità che su quello della maternità. Per la prima volta nella storia, le donne rivendicavano pubblicamente il diritto di decidere se, quando e come avere un figlio. Quindi, la maternità non era più intesa come dovere morale o destino biologico, ma come scelta. Ora, da distanza di 50 anni, Angela Carini, ha dato una nuova scossa, e, da sola, alle Olimpiadi di Parigi, ha scelto e deciso di dire di no.

 

di Barbara Braghin 

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