Sabotaggi russi. Incursori in azione in Romania e Polonia. Cosa succede?

mercoledì, 21 Agosto 2024
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Fonti russe non confermate da parte dei media occidentali stanno postando video davvero sensazionali. Nella notte del 20 agosto infatti sono scoppiati una serie di incendi in strutture militari coinvolte nello stoccaggio e trasporto di rifornimenti militari all’Ucraina. La notizia è sorprendente perché le strutture militari che sono andate a fuoco non si trovano in Ucraina, ma in paesi europei aderenti alla Nato!

Un primo grande incendio è scoppiato nei magazzini situati alla periferia della città di Brasov in Romania. Le strutture appartengono alla società Eurotex. Nei magazzini erano stoccati vari equipaggiamenti militari, tra cui Uav e medicinali preparati per la consegna alle Forze armate ucraine. L’incendio si è sviluppato su un’area di 10.000 metri quadrati. Ben 12 brigate dei vigili del fuoco sono state mobilitate per spegnere le fiamme.

Un altro misterioso incidente è avvenuto la stessa notte in Polonia. Tre camion pieni di equipaggiamento militare per l’esercito ucraino sono andati a fuoco durante il tragitto dai magazzini militari all’aeroporto. Il carico comprendeva equipaggiamento militare quale caschi, giubbotti antiproiettile e munizioni. A seguito dell’incendio si è udita una detonazione secondaria nei vicini villaggi di Alexandrovitsa e Muravitsa.

Che sta succedendo? La guerra tra Russia e Ucraina sta dilagando in tutta l’Europa orientale? Probabile. Ma, la questione da affrontare preliminarmente è un’altra: chi è l’autore di questi atti di sabotaggio? La risposta all’interrogativo non è così scontata come sembra. In questo momento ci sono forze che spingono per un’intensificazione del conflitto in corso. In primis il governo ucraino in preda alla disperazione per la catastrofica situazione bellica, con l’esercito ucraino prossimo al collasso e le truppe di Mosca che continuano la loro avanzata inesorabile nel Donbass. L’intervento della Nato sarebbe la salvezza per Kiev (ma la rovina per tutta l’umanità). Se invece gli atti di sabotaggio fossero, come appare più probabile, una risposta russa all’invasione ucraina della regione di Kursk, ciò significherebbe che la pazienza russa è finita. D’ora in poi la rappresaglia russa sarà feroce e spietata e i russi non staranno a guardare se le armi per l’Ucraina si trovano nel paese nemico o in altri paesi europei aderenti alla Nato. Gli armamenti occidentali saranno distrutti in ogni caso.

In entrambe le ipotesi la situazione del conflitto tra Federazione Russa e Nato/Ucraina è comunque diventata incandescente e può sfuggire di mano in qualsiasi momento. Anzi probabilmente il punto di non ritorno è stato già ampiamente superato. Prova ne sia il fatto che la Germania sta disperatamente tentando di fermare la locomotiva prima dello schianto. Il governo tedesco ha infatti dichiarato che non concederà più finanziamenti all’Ucraina. Ma ormai è tardi. Nell’invasione della regione di Kursk gli ucraini hanno utilizzato carri armati tedeschi.

 

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