Elon Musk ha deciso di reintrodurre l’emojii della pistola vera su X, ma il web non è d’accordo.
Gli utenti social hanno accusato il CEO di Tesla di aver conferito spazio d’espressione alla violenza, altri hanno percepito la decisione di Musk come un’azione di natura prettamente politica.
Difatti dopo che Trump ha annunciato il desiderio di assegnare a Elon Musk un incarico nella sua amministrazione, qualora dovesse vincere le elezioni a novembre, sembrerebbe che il patron di X abbia intensificato l’attività online contro i democratici.
Inoltre la bufera mediatica ha subito in escalation notevole a seguito del presunto regalo che Musk avrebbe fatto recapitare al leader ceceno Kadyrov. Si tratterebbe di un cybertruck dotato di mitragliatrici da impiegare nel conflitto russo-ucraino.
Musk, in merito alla questione ha deciso solamente di pubblicare un post su X, affermando, con un certo grado di ironia, le seguenti parole: “ Un Cybertruck a un generale russo? È fantastico”.
In questo senso l’imprenditore ha motivato la sua scelta tanto discussa come una vera e propria contrapposizione alla cultura woke. Il CEO è stato chiaro nell’affermare che: “Il depotenziamento dell’emoji della pistola corrisponde all’ascesa del virus della cultura Woke, poiché uno dei principi fondamentali è equiparare il danno fittizio con il danno reale”.
Musk è da sempre stato in prima linea per questo tipo di battaglia. Di recente ha avuto da ridere anche con Assassin’s Creed Shadows, nuovo capitolo dell’amata saga dedicata ai letali assassini ambientato in Giappone nel tardo periodo Sengoku e che vede protagonista Yasuke, un samurai africano. Il leader di Tesla ha infatti qualche giorno fa rilanciato su X un post che recita:
“Se Ubisoft ritardasse Assassin’s Creed Shadows in risposta alla diffusa reazione sopra l’iniezione del gioco di DEI? Il gioco è così profondamente woke che presenta un protagonista gay nero raffigurato come un “vero samurai storico” in Giappone. Offensivo oltre ogni credenza”.


