La comunità di Paderno Dugnano, un tranquillo comune in provincia di Milano, è stata scossa da una tragedia inimmaginabile: la Strage di Paderno. Un ragazzo di 17 anni, studente liceale, ha ucciso brutalmente l’intera famiglia, un gesto che ha lasciato tutti sgomenti. In un primo momento, il giovane aveva accusato il padre di essere responsabile della morte del fratellino e della madre, ma in seguito ha ammesso di essere l’unico colpevole.
La notizia si è diffusa rapidamente e già nel pomeriggio dello stesso giorno, verso le 14, il giardino di via Anzio, dove viveva la famiglia, era gremito di amici, conoscenti e compagni di scuola, tutti increduli di fronte a quanto accaduto.
La famiglia, composta dal padre Fabio, dalla madre Daniela e dai due figli, era molto apprezzata nel comune. Fabio era titolare di una ditta di costruzioni che aveva realizzato, tra l’altro, il complesso residenziale dove abitavano. Daniela, 49 anni, originaria di Cinisello Balsamo, gestiva un negozio di intimo nella sua città natale e, dopo il matrimonio con Fabio, si era trasferita a Paderno per collaborare nella ditta di famiglia, senza però mai abbandonare completamente la sua attività.
Il complesso residenziale in cui vivevano, un tempo area agricola, era stato trasformato in un quartiere di qualità, diventando una delle zone più benestanti di Paderno. “È una zona residenziale di livello”, ha dichiarato un residente. “Poco tempo fa avevo pensato di acquistare la casa di fronte alla loro, che era in vendita, ma per me era troppo costosa. È una zona benestante”.
La famiglia era considerata da tutti come “una bella famiglia, borghese e benestante”, ed è proprio questo che rende la tragedia ancora più incomprensibile. Gli amici dei genitori, scioccati, non riescono a spiegarsi come sia potuto accadere un fatto del genere, mentre i giovani compagni di scuola del 17enne e del fratellino di 12 anni preferiscono restare in silenzio, sopraffatti dall’orrore.
Una delle migliori amiche di Daniela, visibilmente commossa, ha ricordato l’affetto con cui la madre parlava dei suoi figli: “Qualche giorno fa stavamo parlando come sempre dei nostri ragazzi. Lei era così felice di Lorenzo e Riccardo. ‘Sono due bravi ragazzi, impegnati, vanno bene a scuola’, mi aveva detto. Era particolarmente orgogliosa di Riccardo, perché aveva un grande talento per lo studio. Daniela, che non amava molto studiare, vedeva in lui una sorta di rivincita”.
I due ragazzi erano sportivi, i genitori attivamente coinvolti nella vita del comune e noti per la loro dedizione al lavoro. Eppure, tutto si è spento tragicamente in una notte, lasciando un’intera comunità sconvolta e in cerca di risposte a un evento tanto crudele quanto inspiegabile.



