Cilento. I filosofi facevano il bagno? Rispondiamo

martedì, 3 Settembre 2024
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Una costa tutta da esplorare baciata da un mare ancora una volta Bandiera Blu: siamo in Cilento, e ci avventuriamo sulle mitologiche tracce di filosofi e dei che qui, nella Magna Grecia, abitarono e operarono.
Visto che siamo in estate, la nostra scoperta inizia dalle spiagge di Paestum e Agropoli, dove rispettivamente Cala Bianca e la Baia di Trentova offrono un mare che non ha nulla da invidiare a quello di isole remote o di barriere coralline esotiche. E qui, l’olimpo sguinzaglia tre tra i suoi più noti abitanti – Nettuno, Hera e Atena, che con i loro templi dorici nel Parco Archeologico, arrivati a noi in condizioni strutturali quasi del tutto perfette, rendono Paestum un gioiello talmente imponente ed eterno da poter competere con la luce di una luna piena di mezza estate, e dove il suo celebre Tuffatore, con il suo tuffo simbolico lascia il mondo dei vivi per raggiungere un ignoto ultraterreno.

Agropoli è conosciuta come la “porta del Cilento” e dal suo maestoso castello angioino-aragonese che primeggia sul promontorio della città, offre una vista mozzafiato su tutto il lungomare e sul porticciolo. Proprio qui, la scrittrice francese Marguerite Yourcenar ambientò il suo racconto “Anna, soror”, mentre un tursista d’eccezione come Giuseppe Ungaretti la raccontò mirabilmente nel suo volume “Mezzogiorno” dopo un viaggio nel Cilento intorno al 1930.

La costa cilentana è anche Santa Maria di Castellabate, con il suo borgo medievale dove forse dei non ce ne sono, ma sicuramente si respira tanta magia nei suoi vicoletti romantici e nella suggestiva architettura. La nostra avventura prosegueverso Acciaroli dove Spiaggia Grande regala acque tranquille e cristalline, in questo borgo marinaro che ha conquistato personaggi come Ernest Hemingway, che proprio qui trasse ispirazione per il suo più noto libro “Il vecchio e il mare”.

E navigando verso sud, i nostri destinatari ci aspettano nel Parco Archeologico di Elea-Velia, polis fondata a metà del 500 a.C. da esuli greci, i cui cittadini d’eccezione erano i due grandi filosofi e fondatori della scuola eleatica – Parmenide e il suo allievo Zenone, iniziatore della dialettica e dei paradossi arrivati fino a Lewis Carroll e Paul Valéry.

“Qui non si muore”, già nel 1811 disse Gioacchino Murat durante la sua visita al bel borgo medievale di Castellabate. Questo longevo fazzoletto di terra cilentana ospita infatti il più elevato numero di quasi o ultracentenari in Europa, con una genetica invidiabile, una salute psico-fisica impeccabile e una vita lenta e salubre. Forse gli dei immortali li abbiamo davvero trovati…

di Loredana Capobianco

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