Rottura tra Biden e Netanyahu, il prossimo accordo sarà “Now or Never”

mercoledì, 4 Settembre 2024
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Lo Stato di Israele sembra essere sull’orlo di un’insurrezione generale contro il leader Benjamin Netanyahu, soprattutto dopo la notizia della morte dei sei ostaggi tenuti da Hamas per oltre undici mesi. Alle proteste degli ultimi giorni hanno partecipato oltre 300.000 persone, che accusano Netanyahu di non cercare un accordo di pace con Hamas e lo ritengono il vero responsabile della morte dei sei ostaggi israeliani.

A complicare ulteriormente la situazione interna, lunedì si è tenuto il primo sciopero generale dei lavoratori contro il Primo Ministro, mentre continuano le critiche dalla comunità internazionale. Il presidente americano Joe Biden ha dichiarato che Netanyahu, detto Bibi, non sta facendo abbastanza per raggiungere un accordo che permetta di riportare a casa gli ostaggi israeliani ancora detenuti nella Striscia di Gaza.

La risposta israeliana non si è fatta attendere: una fonte anonima di alto livello ha espresso sconcerto, commentando che “è notevole che il presidente scelga di fare pressione sul primo ministro e non su Yahya Sinwar. Le sue parole sono pericolose, poiché arrivano dopo che Hamas ha giustiziato sei ostaggi, tra cui un cittadino americano”. Il cittadino americano in questione è Hersh Goldberg-Polin, un 23enne israelo-americano rapito durante il festival del 7 ottobre 2023.

La frattura tra Biden e Netanyahu potrebbe approfondirsi ulteriormente nel corso della settimana. Secondo il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, il presidente americano dovrebbe presentare un nuovo e ultimo accordo per il rilascio degli ostaggi e per un cessate il fuoco. A quel punto, questa proposta verrà inviata alle parti, con il sentimento generale che si sia giunti al momento del “Now or Never”, o meglio del prendere o lasciare: o Netanyahu accetta l’accordo, o si rischia una guerra interminabile.

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