Mistero Kiev. Come mai ora tedeschi americani e lo stesso Zelensky vogliono la pace? Ecco perché

martedì, 10 Settembre 2024
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Sorprendono le recentissime dichiarazioni del Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Durante un’intervista alla televisione pubblica tedesca Zdf Scholz ha detto di credere che sia giunto il momento di discutere su come uscire da questa situazione di guerra in Ucraina e raggiungere la pace più rapidamente possibile. “Ci sarà in ogni caso un’altra conferenza di pace”, ha aggiunto Scholz “io e il presidente (Steinmeier) siamo d’accordo sul fatto che debba essere una conferenza anche con la Russia”.

La maggior parte dei commentatori politici ha stabilito un collegamento tra questa presa di posizione sulla pace in Ucraina e la batosta elettorale subita dal partito di Scholz nei Lander orientali. Il partito dell’estrema destra tedesca Alternative fur Deutschland è risultato primo in Turingia e secondo in Sassonia. Una vera e propria tegola caduta sulla coalizione di partiti del governo del “semaforo” guidato da Olaf Scholz. E l’estrema destra tedesca è contraria a sostenere l’Ucraina nella guerra in corso.

Ma, la tesi secondo la quale gli insuccessi elettorali di Scholz abbiano spinto il Cancelliere a proporre negoziati di pace con la Russia non convince. I due capi di stato e di governo di Germania e Francia, Scholz e Macron, si sono dimostrati i più fedeli ai dettami di Washington in merito al finanziamento e al riarmo in favore del governo di Kiev. Ciò a dispetto delle popolazioni tedesche e francesi, che sono in maggioranza contrarie a tale sostegno. Come mai proprio ora Scholz si ravvede? Guarda caso non è il solo. Lo stesso Zelensky di recente ha chiesto aiuto all’Occidente per porre fine alla guerra nel prossimo autunno. E perfino il Segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin ha reso qualche tempo fa dichiarazioni analoghe.

E allora? Probabilmente le ragioni che spingono questi leader politici a proporre il negoziato di pace con la Russia per l’Ucraina sono molto diverse. Basta analizzare la situazione sul terreno: la Russia sta per ottenere una vittoria sul campo. Nel Kursk le truppe ucraine hanno ormai perso ogni spinta offensiva, la Russia sta distruggendo pezzo per pezzo i loro armamenti e le sta costringendo in una morsa. Anche nel Donbass la gran parte dell’esercito ucraino sta per essere chiuso in un cul de sac o calderone, come si dice in gergo militare. Da questi accerchiamenti i militari di Kiev non hanno alcuna possibilità di uscire vivi, a meno che non si arrendano.

Un vero disastro per Zelensky. In questo contesto dal Deep State americano sarà partito un diktat: “Impedire a tutti i costi che la Russia ottenga una vittoria militare sul campo, che per la Nato sarebbe uno sfacelo”. Evitare che la Russia vinca, anche a costo di scendere a patti con dei negoziati di pace. Il problema è che la Russia non è disposta nemmeno a parlare dei territori annessi del Donbass, che considera ormai territori russi. Negoziato difficile. Auguri.

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