Orbán dall’Ungheria come Abbot dal Texas: migranti sui bus a chi li sponsorizza

mercoledì, 11 Settembre 2024
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Viktor Orbán ha lanciato l’ennesima provocazione all’Unione Europea, annunciando di voler inviare direttamente a Bruxelles, in Belgio, i richiedenti asilo che raggiungono l’Ungheria, utilizzando una flotta di autobus che farà viaggi «di sola andata».

L’annuncio è arrivato dal ministro Gergely Gulyas, capo di Gabinetto di Orbán, che durante una conferenza stampa ha risposto all’ennesima sanzione che l’Ue ha recentemente imposto al Paese per le sue politiche restrittive in materia di asilo.

Con una sentenza dello scorso giugno la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha infatti imposto una maxi-multa di 200 milioni per continue e persistenti violazioni delle norme sull’asilo e un ulteriore milione di euro al giorno fino a quando non avrà allineato le sue politiche al diritto comunitario.

Nel frattempo la proposta di Orbán sta già creando numerose polemiche, soprattutto in Belgio.

Il primo a reagire è stato proprio il sindaco di Bruxelles, Philippe Close. Ad agosto, quando ancora i bus ungheresi erano una minaccia poco concreta, Close aveva criticato l’Ungheria dicendo che «è irresponsabile giocare con la vita delle persone». Ma negli ultimi giorni, quando la possibilità dell’arrivo dei bus è diventata più seria, Close ha cominciato a chiedere l’intervento del governo nazionale per «bloccare questi bus alla frontiera» del Belgio.

Anche la portavoce della Commissione europea per gli Affari Interni e la Migrazione, Anitta Hipper ha dichiarato: “La minaccia del governo ungherese di trasportare migranti irregolari dal confine con la Serbia fino a Bruxelles è semplicemente inaccettabile. Questa azione, se portata a termine, costituirebbe una chiara violazione del diritto dell’Ue, ma anche del principio di cooperazione sincera e leale e della fiducia reciproca. Inoltre, minerebbe la sicurezza dell’area Schengen nel suo complesso. Per questo motivo la Commissione è in contatto con le autorità ungheresi per garantire che questa azione non abbia luogo e che l’Ungheria si astenga dal metterla in atto”, ha aggiunto la portavoce europea.

“Siamo anche in contatto con i Paesi limitrofi, ma anche con le agenzie per la giustizia e gli affari interni, e siamo pronti a utilizzare tutti i nostri poteri previsti dal Trattato per garantire il rispetto del diritto dell’Ue”, ha concluso.

Ma la minaccia del governo ungherese non è propriamente unica nel suo genere, perché prende spunto dagli episodi statunitensi.

Tra questi ricordiamo il caso che vede protagonista il Texas e il suo governatore, Greg Abbot che ha inviato dei pullman pieni di immigrati privi di documenti verso le città di Los Angeles, New York per andare contro la decisione dell’amministrazione Biden di mettere fine al provvedimento “Title 42”, entrato in vigore durante la pandemia e che bloccava l’ingresso di immigrati negli Stati Uniti al fine di limitare i rischi di contagio.

Gli ultimi bus mandati da Abbott sono partiti a gennaio a causa di un forte calo del numero di migranti arrestati al confine meridionale. Chissà se tra l’Ungheria e Bruxelles finirà allo stesso modo o se rimarranno solo provocazioni.

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