Il futuro di Stellantis in Italia è più incerto che mai, specie dopo l’audizione alle Commissioni riunite per le Attività produttive della Camera e per l’Industria del Senato del CEO Carlos Tavares. La relazione é stata definita giá come deludente dalla quasi totalità delle forze politiche. Una analisi, quella del manager portoghese, descritta dai più come lacunosa e vuota, senza un chiaro riferimento ai tanti interrogativi sul futuro dell’automotive, da sempre uno dei vanti dell’industria italiana.
Tavares si é giustificato attaccando l’Europa, ma non ha dato soluzione alcuna per il rilancio di un settore che chiuderà in calo del 32% il 2024 e che sta rischiando di scivolare in un inesorabile buco nero nonostante i miliardi di finanziamento concessi negli anni: “Vedo rabbia e livore per regole che non abbiamo fatto noi. Stellantis e l’industria europea automotive sono state messe in una situazione darwiniana da regole che non abbiamo deciso noi, ma ci sono state imposte. La situazione è stata scatenata da regolamenti votati in seno egli emicicli europei, che non vi piaccia va bene. Neanche a me piace. Abbiamo un problema e dobbiamo risolverlo”.
La risposta per un rilancio per Tavares? E una e passa attraverso i finanziamenti: “Guardiamo l’Europa e vediamo una notevole frammentazione dal punto di vista di chi accetta e chi no l’arrivo dei veicoli elettrici. Ci sarà un momento in cui ci sarà una diversificazione che per noi sarà un problema. Perché non vendiamo un numero maggiore di automobili elettriche in Italia? Perché costano troppo. Come facciamo a renderle accessibili? Stimolando la domanda e aiutando il consumatore della classe media all’acquisto tramite incentivi e sussidi perché noi abbiamo il 40% di costi in più da assorbire”.
Ed ecco il piano strategico verso il futuro: “Io non parleró mai di 1 milione di veicoli ma di un milione di clienti. Se avessimo tutti quei clienti in Italia potremmo produrre quei veicoli. Sono clienti che devono essere messi in condizione di acquistare vetture con un costo accessibile. Sbagliato e falso dire che non abbiamo un piano industriale. In futuro ci saranno molte più soluzioni tecnologiche rispetto al passato e servirà un’economia di scala per investire in queste tecnologie. Senza grandi dimensioni le imprese spariscono. Stellantis non ha alcuna intenzione di affrancarsi dall’Italia, molto di più non abbiamo alcuna intenzione di perdere la nostra leadership in Italia. Non venderemo i nostri impianti, ma qui costi sono alti”.
Schlein e il PD duri: “Ci aspettavamo di più”
La segretaria del Pd Elly Schlein si é collegata in video conferenza e ha attaccato il CEO: “Ci aspettavamo molto di più dall’audizione di Tavares. Abbiamo bisogno di una industria che sia moderna, competitiva e sostenibile. Siamo molto preoccupati della situazione di Stellantis in Italia e dell’automotive in generale. Chiediamo che anche Stellantis si confronti con le organizzazioni sindacali. La domanda è qual è il piano industriale per ricerca, sviluppo e produzione nel nostro Paese. Chiediamo chiarezza, molta di più di quella che oggi abbiamo sentito qui”
Fuori da Montecitorio ha parlato anche il senatore del PD Antonio Misiani.
Conte e il M5S: “Tavares un commissario liquidatore”
“Noi non abbiamo interesse su una sintesi di numeri che conosciamo”. Cosí il leader del M5S Giuseppe Conte ha liquidato la relazione di Tavares: “Il suo intervento è del tutto insoddisfacente e deficitario, perchè non ci ha detto nulla sul futuro dei nostri stabilimenti, nulla di puntuale per quanto riguarda investimenti in ricerca tecnologia e sviluppo, quale sarà la sorte della ‘gigafactory’ di Termoli, niente di più specifico sulle prescrizioni per Comau. Oggi noi andiamo via senza avere in realtà nessuna prospettiva concreta su quello che sarà destino delle nostre lavoratrici e lavoratori. Non ci ha fatto neppure capire le strategie sulle delocalizzazioni. Non ci ha detto nulla, se non i costi, che pesano sulla filiera dell’indotto e della componentistica italiana, che purtroppo avete sventrato dopo l’accordo tra Fca e Psa. Lei si è presentato come commissario liquidatore venga il presidente Elkann a rispondere davanti allo Stato italiano dei sui comportamenti degli ultimi anni. Io non sottoscriverò neanche un euro se continuerete a scaricare sugli altri quelle che sono le vostre incompetenze. Non avrete più un euro avendo già preso dallo Stato italiano, un miliardo e mezzo”.
Fuori da Montecitorio ha parlato anche la deputata del M5S Chiara Appendino, già sindaca di Torino.
Calenda il più duro e accorato nell’attacco a Tavares
Anche Carlo Calenda è stato un fiume in piena contro il CEO di Stellantis: “Da Tavares una presa in giro. Gli abbiamo chiesto degli impegni presi e lui è stato evasivo. Ha parlato di un impegno sui clienti, che gli dobbiamo trovare noi con gli incentivi, così sono buoni tutti. La situazione è drammatica e oggi si apre formalmente una crisi. Ha fatto capire che dell’Italia non gliene frega nulla. Il prossimo anno sarà terribile per molte aziende. Bisogna agire ora. La lista da fare l’abbiamo fatta nella mozione unitaria delle opposizioni. Siamo compatti su questo punto, poi chiaro che ci sono differenze di vedute. Adesso ci siamo, dobbiamo discutere nel merito”.
Il leader di Azione ha ribadito anche che per lui sono già stati molti i finanziamenti dello Stato negli ultimi anni: “Stellantis ha preso i dividendi e tanti soldi dall’Italia e non ci ha presentato alcun piano per il futuro. Dobbiamo essere uniti contro la controparte. John Elkann è scappato, dovrà venire a rispondere alle istituzioni italiane, non mandare qualcuno che sta per andare in pensione. Tavares è venuto con dei foglietti senza parlare di modelli e numeri, ma quando gli abbiamo chiesto di lasciarli per visionarli mi ha detto non era possibile. Gli posso solo dire che qua nessuno è fesso”
Poche e insoddisfatte le voci della maggioranza
Il senatore Gusmeroli in quota Lega ha cosí sottolineato l’insoddisfazione per la situazione attuale: “L’aver accolto l’invito della Presidenza, su impulso di tutti i gruppi politici, per essere presente in Parlamento oggi, rappresenta un’importante occasione di dialogo e confronto il cui obiettivo deve essere quello di convergere tutti insieme verso soluzioni espansive rispetto a quello che è l’attuale scenario in Italia. Da questa audizione è importante possano trarsi spunti perché le unità prodotte in Italia tornino a crescere, anche attraverso l’ampliamento delle piattaforme nei diversi siti, riattivando produzioni di veicoli alimentati a gas naturale e investendo in Ricerca”.
Il senatore De Carlo per Fratelli d’Italia ha invece sottolineato l’incertezza industriale nelle parole di Tavares: “Serve certezza sul piano industriale, che deve prevedere una mission chiara per ogni stabilimento e per ogni marchio. Non ci possiamo permettere di perdere altri pezzi storici dell’industria che contribuiscono al prestigio del nostro Made in Italy. Chiediamo garanzie sul fatto che la direzione del gruppo sia all’altezza della sfida che una situazione così complessa impone”.



