Il campione del mondo del 78 con l'Argentina ospite del Festival dello Sport di Trento TRENTO (ITALPRESS) – "In quel periodo giocavo in Spagna e non arrivavano molte notizie, ma solo qualche commento. Non conoscevo bene la situazione come anche la maggior parte dei cittadini. Solo, purtroppo, le famiglie dei Desaparecidos avevano un minimo di coscienza". Lo ha dichiarato Mario Kempes, campione del mondo nel '78 con l'Argentina, durante l'evento "El Matador", al Festival dello Sport di Trento. "Ho iniziato a comprendere realmente la situazione durante la Guerra delle Malvine. Il tema politico in Argentina era molto chiuso e le notizie non arrivavano per le radio e per i giornali. Di certo, la nostra vittoria nel mondiale del '78 non fu mai favorita dai militari". Su questo tema, Kempes ha poi proseguito: "Capitava, a volte, che gli allenamenti si interrompessero, perché un militare veniva a chiederci una foto. Prima dell'inizio del torneo siamo stati obbligati ad andare alla Casa Rosada, ma la nostra relazione con i militari era meno dieci su dieci. Noi rappresentavamo solo il calcio ed io ho accettato di giocare per il mio paese solo per passione e per regalare una gioia alla mia gente". Infine, sulla gioia post-trionfo: "In un momento estremamente complesso per il paese, siamo riusciti a regalare qualche secondo di felicità e speranza a tutti gli argentini". – foto Image – (ITALPRESS). fsc/com 13-Ott-24 17:15
Calcio: Kempes “Desaparecidos? Sapevamo poco di ciò che accadeva”
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