La National Oceanic and Atmospheric Administration ha dichiarato che l’evento globale di sbiancamento di massa dei coralli è ora il più esteso mai registrato. La motivazione dietro la crisi climatica in questione sarebbe da ricondurre a fattori termo-climatici.
In tal senso dal febbraio 2023 il 77% delle aree di barriera corallina del mondo
è stato sottoposto a uno stress termico da sbiancamento, mentre il cambiamento climatico provocato dai combustibili fossili alimenta temperature oceaniche record o quasi in tutto il mondo.
Lo sbiancamento si verifica quindi nel momento in cui i coralli quando questi ultimi espellono le alghe colorate che vivono nei loro tessuti. Senza queste alghe, i coralli diventano vulnerabili alle malattie. Un corallo sbiancato non è morto, ma le temperature degli oceani devono raffreddarsi perché si possa riprendere.
Il NOAA ha dichiarato l’inizio dell’evento di sbiancamento globale nell’aprile 2024, il quarto di questo tipo dal 1998. Il record precedente di sbiancamento di massa, registrato tra il 2014 e il 2017, aveva interessato poco meno del 66% delle barriere coralline sul pianeta.
In risposta al record di sbiancamento, gli scienziati hanno convocato una sessione speciale di emergenza sulle barriere coralline che si terrà al vertice della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (COP16) in Colombia alla fine del mese. I leader mondiali discuteranno le strategie per evitare l’estinzione funzionale dei coralli, comprese ulteriori protezioni e finanziamenti.
L’auspicio sarebbe quello di trovare una risoluzione al più presto , in quanto qualora la situazione dovesse proseguire in questo senso potrebbero verificarsi implicazioni terribili per la salute degli oceani, la pesca di sussistenza e il turismo.


