Dopo Sinwar, Hamas lascia o raddoppia? Spunta la successione iraniana

domenica, 20 Ottobre 2024
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Dopo l’uccisione a Teheran del precedente leader di Hamas, Ismail Haniyeh, anche il successivo capo politico del movimento palestinese, Yahyia Sinwar, è stato ucciso a Gaza. Vari esponenti dei governi di Stati Uniti ed Israele esultano e rilasciano dichiarazioni trionfalistiche. Secondo loro sarebbe la fine, la completa disfatta del “gruppo terroristico” Hamas. Ma, le cose stanno veramente così? Che succederà ora?

Innanzitutto, va detto che l’esercito israeliano ha commesso il grave errore di diffondere il video, relativo all’uccisione di Sinwar, che riproduce il leader di Hamas in tuta mimetica con accanto un kalashnikov a Gaza, a fianco dei suoi uomini. Sinwar non era in un comodo ufficio in un paese sicuro quando è morto, ma a Gaza e stava combattendo con i suoi uomini. Gli israeliani hanno fatto di lui un eroe nazionale palestinese. E infatti sulle televisioni libanesi e iraniane stanno andando in onda veri e propri peana al grande leader di Hamas, morto eroicamente a Gaza per mano dell’odiato nemico sionista. E poi, sempre stando ai peana, che si stanno alzando in tutto il mondo islamico, la morte di Sinwar sarà uno sprone a continuare la lotta del popolo palestinese. Quindi Hamas non è sconfitto per la morte del suo leader, come non lo è stato Hezbollah per la morte del suo capo politico, Hassan Nasrallah. Peraltro, un’organizzazione politico-militare come quella di Hamas non può essere distrutta mediante l’uccisione del suo leader, perché è formata da cellule guidate da capi militari molto radicati nel territorio palestinese. E infatti dopo l’offerta israeliana ai membri di Hamas: “Rilasciate gli ostaggi israeliani ancora nelle vostre mani e avrete salva la vita”, la risposta di Hamas è stata un netto rifiuto. La guerra dunque continua. Paradossalmente dopo l’uccisione dei due leader di Hamas, Ismail Haniyeh e Yahyia Sinwar, l’organizzazione palestinese potrebbe entrare in una fase di clandestinità. Per capire che tira le fila dell’organizzazione a quel punto sarebbe necessaria una cospicua attività di intelligence da parte dell’esercito israeliano.

Ma ormai nello scacchiere mediorientale la posizione dell’Iran sta diventando sempre più rilevante. L’Iran ha dichiarato di appoggiare Hamas ed Hezbollah. Non solo, i funzionari iraniani hanno minacciato di rappresaglie armate i paesi della regione che dovessero fornire un qualche aiuto ad Israele. Lo scontro si radicalizza ed è in vista una micidiale guerra regionale tra il blocco Iran-Yemen-Siria-Hezbollah-Hamas contro Israele-Emirati Arabi Uniti-Arabia Saudita-Bahrein. E sullo sfondo ci sono Russia e Cina che appoggiano il primo blocco di paesi e Stati Uniti e Gran Bretagna che appoggiano il secondo blocco. La guerra mediorientale è servita, si salvi chi può.

 

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