E’ lotta contro il tempo a Valencia in Spagna per la ricerca dei dispersi dopo la tragica alluvione dei giorni scorsi che ha causato molteplici vittime. E’ salito a 160 il bilancio dei morti e i soccorsi lavorano no stop per ricostruire quello che il maltempo ha devastato. Crisi climatica? Una tragedia che si poteva evitare? Tante tesi e complotti circolano in queste ore tra media e pagine social. Chi pensa addirittura al legame con le nuvole inseminate in Marocco due mesi fa quando ci fu l’allarme dei meteorologi, è quanto si legge stamane su il Messaggero per esempio. Ma la verità è un altra e a parlare ci pensa la storia. Dal 1800 oggi ripercorrendo le tappe di precedenti alluvioni e crisi climatiche si attesta che Valencia è stata sempre nel ciclone del maltempo alle porte dell’inverno tra ottobre e novembre. E mentre la “Dana” chiamata anche “goccia fredda”, termine tecnico per descrivere il ciclone che ha scaricato su Valencia circa 600 mm di pioggia in appena quattro ore, ripercorriamo quali sono state le maggiori catastrofi climatiche che hanno colpito anno dopo anno la cittadina spagnola dal 1800:
27 novembre 1802 – Un’alluvione distruttiva causa circa 500 vittime a Valencia e nelle aree circostanti.
23 ottobre 1821 – Considerata una delle peggiori inondazioni del XIX secolo, provoca circa 350 vittime e gravi danni alla città.
14 ottobre 1834 – Un’alluvione colpisce la città, con circa 40 vittime e molti danni alle infrastrutture.
4 ottobre 1837 – La città subisce un’altra alluvione, le vittime stimate sono inferiori a 20.
15 ottobre 1844 – Un’inondazione significativa colpisce Valencia; non sono disponibili stime precise sul numero di vittime.
13 novembre 1864 – Un’altra alluvione causa danni diffusi e circa 30 vittime.
4 novembre 1884 – L’inondazione provoca danni estesi a Valencia e nelle aree circostanti, con circa 12 vittime.
14 novembre 1897 – Questa alluvione significativa causa 15 vittime e inonda varie aree della città.
13 ottobre 1898 – Un’alluvione causa danni significativi ma il numero di vittime è stimato a meno di 10.
29 settembre 1899 – Un’altra grave inondazione conclude il secolo, provocando oltre 25 vittime e colpendo numerose zone della città.
8 ottobre 1905 – Una forte alluvione colpisce Valencia e causa circa 15 vittime.
14 ottobre 1916 – Inondazioni gravi provocano 20 vittime e molti danni materiali in diverse aree della città.
18 ottobre 1924 – Una delle peggiori inondazioni degli anni ‘20, con circa 20 vittime e danni estesi.
7 novembre 1949 – Una forte pioggia provoca inondazioni che causano circa 7 vittime e gravi disagi nelle infrastrutture.
6 novembre 1957 – La “Gran Riada de Valencia” è una delle peggiori alluvioni nella storia della città, con 81 vittime e migliaia di sfollati, portando alla decisione di deviare il fiume Turia fuori dal centro urbano.
11 settembre 1961 – Un’altra alluvione porta al record di 515 litri di pioggia in ventiquattro ore, con una dozzina di vittime e dispersi.
20 ottobre 1982 – Nota come “Riada de Tous,” questa alluvione devastante è causata dal cedimento della diga di Tous, provocando 30 vittime e danni su larga scala.
3 novembre 1987 – Valencia subisce un’alluvione significativa a causa di intense piogge, con 5 vittime riportate.
14 ottobre 1989 – Un’inondazione colpisce Valencia e provoca 4 vittime.
13 ottobre 2007 – Un’alluvione intensa colpisce la città con ingenti danni, ma senza vittime registrate.
4 novembre 2020 – Una pioggia molto intensa provoca allagamenti in tutta la città, con danni considerevoli, ma non risultano vittime”.
E se questa manciata di date potesse servire a parlare da sola capiremo che forse quella porzione di terra ciclicamente è stata investita, la storia lo conferma, da alluvioni di portata eccezionale talvolta molto critiche.




Per un qualsiasi motivo, poiché i soldi non devono essere spesi sulla manutenzione del territorio, complice anche l’applicazione della famosa legge natura, ma spesi chissà come, quest’anno avremo un numero mostruosamente alto di vittime.
La cosa fa ancora più rabbia, sia per la memoria corta dell’essere umano con questa mentalità fatalistica dell’ineluttabile, sia perché, sapendo che i fenomeni si vanno intensificando in vari modi, nulla è stato fatto.
E allora come biasimare le palate di fango lanciate al re e al premier in visita? Anzi, si giustificano.
L’anno scorso avevo fatto un po’ di statistica spicciola sulla storicità degli eventi alluvionali emiliani del maggio 2023, colpita ancora recentemente nel settembre 2024.
Molto spesso la storia ci racconta che alcune regioni sono più o meno da sempre andate soggette ad eventi alluvionali importanti, spesso gravi e a volte catastrofici, nonostante una minor quantità di pioggia caduta, le cui registrazioni sono per lo più iniziate nel XX secolo. La regione valenciana non è da meno.
Domande implicite probabilmente retoriche si affollano nella mia testa.
E allora, forti delle cronache passate, con le aggravanti dell’intensificarsi in potenza, frequenza e intensità dei fenomeni a causa del cambiamento climatico, col peggiorativo dato dalla impermeabilizzazione di aree sempre più vaste del territorio critico, perché non attrezzarsi adeguatamente in termini di prevenzione, di disposizione di meccanismi di allerta delle popolazioni efficaci, di esercitazioni di protezione civile che insegnino come comportarsi, a cominciare dal non cercare di recuperare la propria automobile da box e garage sotto il piano stradale!!!
Rabbrividisco a quanto emergerà al termine delle operazioni di drenaggio del parcheggio interrato del centro commerciale valenciano.
Anche la regione valenciana ha una storia di alluvioni importante.