Da Barilla a Eni: ecco tutte le società coinvolte nell’Inchiesta su Equalizie

sabato, 2 Novembre 2024
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Da Eni a Heneiken, da Erg a Barilla, queste sono solo alcune delle aziende che avrebbero secondo l’accusa pagato e assoldato Equalize, la società d’investigazione srl posseduta dal presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, e dall’ex poliziotto Carmine Gallo.

L’impresa milanese è finita al centro di una inchiesta condotta dalla Procura dal capoluogo lombardo per presunti dossier su politici, manager, industriali e vip ottenuti attingendo a banche dati riservate che apparterrebbero al Ministero dell’interno.

A questo punto la domanda sorge spontanea: è davvero possibile che una società di intelligence possa arrivare ad attingere a documentazioni tanto sensibili?
L’asso nella manica di Equalizie sarebbe Beyond, il software finito al centro delle indagini della procura.

Secondo quanto scrivono gli inquirenti, Beyond “ha la capacità di sfruttare, integrare ed assemblare le informazioni commercializzate da società terze quali Infocamere, Cerved, ecc., nonchè quelle disponibili su banche dati ed aggregatori pubblicamente raggiungibili, quali ad esempio le relazioni semestrali della Dia o talune testate giornalistiche”.

A queste, è la tesi della Procura di Milano, si aggiungerebbero informazioni “altamente riservate e sensibili, estrapolate da banche dati strategiche nazionali”, attraverso l’accesso abusivo a Sdi, il Sistema di indagine.

Ossia la banca dati del ministero dell’Interno che mette in comunicazioni quanto raccolto dalle forze dell’ordine. Ma consente anche di accedere ad altri database, come quelli di Inps e Fisco.

Beyond svolgerebbe “una funzione di copertura per occultare, anche alla clientela, la natura (sensibile e riservata) e la provenienza illecita di una parte della informazioni inserite nei report”, come si legge nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Fabrizio Filice, che ha chiesto i domiciliari per Gallo e non per Pazzali.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, sarebbero 800mila le persone oggetto di qualche forma di dossieraggio.
Ad avere un ruolo centrale in questa vicende sarebbe l’Eni.

La società petrolifera avrebbe utilizzato i servizi di Equalize su iniziativa del suo capo per gli affari legali, Stefano Speroni, ora indagato. L’azienda ha risposto alle accuse dicendo di non essere stata a conoscenza dell’origine illegale del servizio offerto da Equalize.

La società di Pazzali e Gallo infatti forniva anche prodotti completamente legali, come la bonifica di ambienti da dispositivi per la registrazione di video e audio, richiesta anche dalla squadra di calcio della Roma.

Nei documenti dell’inchiesta della procura di Milano sugli accessi illegali alle banche dati dello Stato eseguiti da varie aziende specializzate in raccolta di informazioni, soprattutto dalla Equalize, comparirebbero i nomi di molte grandi società italiane.

I magistrati parlano di attività di dossieraggio “inquietante” a tal punto da poter “tenere in pugno” cittadini e istituzioni” e “condizionare” dinamiche “imprenditoriali e procedure pubbliche, anche giudiziarie”. “Un pericolo per la democrazia di questo Paese”, lo definisce la Procura meneghina.

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