Questa mattina, a Roma, centinaia di studenti delle scuole superiori, tra cui membri dei collettivi Cambiare Rotta e Osa, hanno dato vita a una doppia manifestazione corteo contro il governo. Partiti in corteo da Piramide, i manifestanti hanno raggiunto il Ministero dell’Istruzione e il vicino Segretariato Generale, bloccando viale Trastevere e mandando in tilt il traffico della zona. Le proteste, inserite nel contesto di un’agitazione del comparto scuola, hanno unito rivendicazioni locali, come maggiori diritti per gli studenti e un miglioramento della qualità scolastica, a temi internazionali, tra cui la richiesta di uno stop alla guerra in Palestina. Davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito, i manifestanti hanno inscenato un’azione simbolica lasciando sull’asfalto la scritta “Ministero della guerra”, denunciando quello che definiscono il disinteresse dell’esecutivo per le problematiche giovanili e scolastiche.
Protesta studenti a Roma, manifestati con macchie rosse sul volto di Meloni e Bernini
L’evento ha raggiunto il culmine con azioni simboliche di forte impatto. Davanti al Ministero dell’Istruzione sono stati esposti manifesti raffiguranti Giorgia Meloni e la ministra Anna Maria Bernini con i volti imbrattati di vernice rossa, un’immagine destinata a evocare il sangue e la repressione, simboli del malcontento verso l’operato del governo. Sul ponte Sublicio, la protesta è diventata ancora più teatrale: alcuni manifestanti hanno lanciato manette e schizzi di vernice rossa verso il cordone di polizia, mentre altri si sono ammanettati e, con le mani alzate, hanno mostrato cartelli con messaggi come “Stop repressione subito” e “No ddl 1660”. Questo gesto, carico di significato, intendeva rappresentare l’oppressione percepita e la volontà di resistere a leggi considerate punitive e repressive. Con una coreografia pensata per colpire l’immaginario collettivo, gli studenti hanno trasformato il loro dissenso in un messaggio visivo potente, denunciando il clima politico e sociale che ritengono ostile alle nuove generazioni e al loro diritto di manifestare.
