L’orologio dell’apocalisse sarebbe stato a un passo dallo scoccare la mezzanotte atomica. Questa è l’informazione, tanto spaventosa quanto incredibile, raccontata da un ex ufficiale di Putin fuggito dalla Russia e intervistato dalla BBC. Anche se è impossibile effettuare una verifica completa sulle affermazioni dell’ex ufficiale, rinominato Anton, la BBC ha confermato di essere sicura del ruolo, del grado e del luogo di lavoro dell’uomo.
Anton, che lavorava in una base nucleare non meglio identificata, ha raccontato: “Il giorno in cui è iniziata la guerra, le armi erano completamente pronte. Eravamo pronti a lanciare missili via mare, aria e terra.” Dopo le prime tre settimane di guerra, durante le quali Putin sembrava pronto a usare il nucleare per chiudere al più presto il conflitto in Ucraina, la decisione è stata di revocare lo stato di allerta e di far tornare la base al lavoro quotidiano, riportando così la lancetta dell’orologio dell’apocalisse indietro di qualche minuto.
Anton ha inoltre spiegato come l’arsenale russo sia in realtà molto più moderno e operativo di quanto i media occidentali raccontino, con un tempo di reazione addirittura di soli due minuti. Tuttavia, la vita all’interno della base era incredibilmente dura: l’ufficiale non poteva avere contatti con l’esterno, eccetto che con la famiglia e solo dietro approvazione dell’FSB.
L’amore per la Russia e la sua lealtà nei confronti di Putin si sono incrinati dopo che gli sarebbe stato ordinato di insegnare ai sottoposti che i civili ucraini fossero militari da eliminare. Anton si è opposto fermamente a questa richiesta propagandistica, una decisione che lo ha costretto a fuggire dopo essere stato minacciato di un trasferimento al fronte. Grazie all’aiuto di un’organizzazione che supporta i disertori, l’ex ufficiale vive oggi in clandestinità, nella costante paura di essere rintracciato e ucciso dai servizi segreti di Putin.



